Sento spesso genitori raccontare di sentirsi feriti o infastiditi dai commenti degli altri — siano essi adulti o bambini — quando vedono il proprio figlio portare la benda per fare la terapia antiambliopica.
È normale provare fastidio: siamo genitori, e ogni osservazione che riguarda i nostri bambini tocca corde profonde. Però voglio rassicurarvi su una cosa: la maggior parte delle volte quei commenti non nascono da cattiveria.
Semplicemente, tante persone non conoscono la terapia, non capiscono a cosa serve quella benda e quindi si lasciano andare a domande o commenti che però non sempre trovano un cuore pronto ad accoglierli con leggerezza.
Come possiamo rispondere?
La chiave è adottare un atteggiamento sereno trasformato il momento in un’opportunità di educazione e, perché no, anche di orgoglio. Una risposta semplice e positiva come “Sta facendo un po’ di ginnastica per l’occhio, così diventerà ancora più forte” può disarmare subito ogni commento.
Parlare con un sorriso non solo protegge il bambino da eventuali imbarazzi, ma lancia un messaggio forte: quello che sta facendo è importante e va rispettato.
Anche il tono della risposta fa la differenza.
Se un genitore si mostra tranquillo e fiducioso, il bambino percepirà che la sua condizione non è un problema, ma un percorso di crescita. Spesso può essere utile anche coinvolgere il bambino, preparandolo a rispondere a sua volta con una frase semplice e simpatica, come “Sono un pirata in allenamento!“.
E se, purtroppo, ci si trova davanti a qualcuno troppo insistente o poco sensibile?
Nessun bisogno di entrare in discussioni rovinandosi l’umore per il resto della giornata. Si può sempre rispondere con gentilezza ma fermezza: “È una terapia molto importante per lui ma preferiamo non parlarne, grazie.”
Insegnare ai nostri figli a vivere con fierezza ogni percorso di cura è un dono prezioso. Perché dietro a una benda o agli occhialini, c’è molto più di un trattamento: c’è una storia di coraggio, di pazienza, e di grandi sogni da proteggere.
E non c’è nulla di più bello da raccontare…!
Se il tuo bambino deve fare l’occlusione, sappi che esiste la community “Ibendagnez” che mette a disposizione tante forme di supporto.