I Giovani vanno ascoltati e supportati ed è a tal fine che negli ultimi anni le Istituzioni locali avviano progetti con le scuole e tendono sempre più a fare rete anche con le associazioni del terzo settore, gli assistenti sociali e la Procura della Repubblica.

L’assessore alla scuola del Comune di Napoli Striano ha raccontato che in questi giorni saranno presentati i risultati della terza annualità del progetto “Coscienza comune” che è volto a contrastare la violenza sulle donne attraverso il contrasto agli stereotipi di genere proprio a partire dalle fasce di età dei preadolescenti.
Combattere gli stereotipi che poi impattano sulle relazioni nella vita di ogni giorno è molto importante ha dichiarato l’assessore Striano – che ha poi aggiunto i grandi stereotipi di modelli di relazione disfunzionali albergano all’interno delle famiglie quindi attraverso questo progetto educativo riusciamo anche a intercettare delle fragilità che possono essere poi prese in carico dai centri antiviolenza. In tanti adolescenti riscontriamo un’idea del rapporto uomo donna come un rapporto di possesso e quindi anche poi un possibile rapporto di violenza.
Assessore quali altre attività sta seguendo il Comune di Napoli?
Stiamo cercando di monitorare la dispersione scolastica attraverso una mappatura che stiamo facendo insieme alle scuole con una piattaforma dedicata sulla quale in tempo reale vano immessi i dati dalle scuole e vengono poi visti contestualmente dai servizi sociali.
Quindi appena c’è una segnalazione i servizi sociali la vedono e possono intervenire con l’unione tra ufficio scolastico regionale e procura dei minori.
Poi stiamo portando avanti, per il 3° anno consecutivo, in collaborazione con la Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes, istituita da Papa Francesco, un progetto che si chiama Napoli città Educativa che ha proprio come Focus l’attenzione ai dolori dei giovani.
Nel primo anno, ad esempio, i giovani hanno evidenziato un dolore che aveva molto a che fare col pregiudizio, il secondo anno è emerso quanto il loro dolore fosse legato alla percezione di un clima di violenza in tanti contesti ed esperienze della loro vita. Quest’anno stanno affiorando una serie di fragilità, che poi vengono prese in carico dai gruppi dei giovani con gli educatori che lavorano sulle tematiche emerse attraverso vari linguaggi come l’arte, lo sport, la pittura, il cinema, il teatro.
Assessore perché secondo lei si evidenzia tanta rabbia e violenza nei giovani?
lo credo che il motivo sia legato ai modelli: questi ragazzi sono portatori e spettatori di un modello relazionale di tipo violento perché spesso l’unico linguaggio che vivono è di violenza e sopraffazione.
Se si trovavano immersi in questo tessuto culturale, si confrontano con queste tipologie di modelli, diventa fondamentale proporre esperienze alternative e avere un confronto con modelli alternativi.
Assessore cosa invece si sta facendo per aiutare i genitori con figli piccoli?
Stiamo cercando di implementare moltissimo altri servizi Educativi per l’infanzia.
Quindi stiamo lavorando proprio nella direzione di creare dei poli per l’infanzia, mettere insieme inidi e le scuole dell’infanzia, per creare ed offrire un servizio educativo in continuità. Stiamo cercando quindi di dare delle risposte in termini strutturali, ma anche in termini di qualità del lavoro educativo, e in tal senso sono 2 anni che abbiamo stilato un protocollo con “Reggio children” per implementare e disegnare un nuovo modello educativo di qualità, inoltre stiamo insistendo moltissimo sulla promozione della lettura precoce e a tal fine stiamo cercando di aprire punti lettura all’interno di tutti i nostri nidi.
La crescita dei bambini è molto importante perché sono gli adolescenti di domani e la cura dei giovani oggi è altrettanto fondamentale perché sono gli uomini di domani ed è quindi in questa scia che continueremo a raccogliere testimonianze e ad ascoltare addetti ai lavori su questi temi per essere ogni giorno più informati e formati per i nostri giovani.