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	<title>Giulia Gregorini, Autore presso Salute è</title>
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	<description>Sorridi al tuo benessere</description>
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		<title>Quando Narciso incontra Narcisa</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2026/07/21/quando-narciso-incontra-narcisa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Gregorini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 08:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci innamoriamo solo di una persona, ma del modo in cui questa incontra la nostra storia. È questa la chiave per comprendere perché alcune coppie sembrano capirsi profondamente e, allo stesso tempo, ferirsi con la stessa intensità. Quando due organizzazioni di personalità narcisistiche si incontrano, non si tratta della classica dinamica vittima-carnefice, ma di due persone che, inconsapevolmente, hanno costruito il proprio modo di stare al mondo attorno alla stessa ferita: quella di un valore personale percepito come dipendente dallo sguardo dell'altro.</p>
<p>All'inizio della relazione questo incastro genera un'intesa intensissima: ognuno si sente finalmente visto, speciale, riconosciuto. Ma è un equilibrio fragile, fondato più sul reciproco rispecchiamento che su un incontro autentico tra due persone autonome. Quando l'entusiasmo dell'innamoramento lascia spazio alla quotidianità, ogni piccolo attrito rischia di riattivare la vergogna profonda di non essere abbastanza, trasformando la coppia in un sistema di reciproca regolazione della fragilità identitaria.</p>
<p>Il percorso terapeutico non cerca un colpevole, ma i significati di questa collusione relazionale. Il vero cambiamento non consiste nel passare dalla fusione all'indifferenza, ma dalla dipendenza all'intimità: un passaggio in cui il partner smette di essere lo strumento che regola il proprio senso di sé, e diventa una persona distinta con cui condividere la vulnerabilità, senza pretendere che la ripari.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>I nomi Narciso e Narcisa sono usati come metafora di due modalità di funzionamento narcisistico e non fanno riferimento al genere dei partner</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci innamoriamo solo di una persona. Ci innamoriamo del modo in cui quella persona incontra la nostra storia. È per questo che alcune coppie sembrano destinate a comprendersi profondamente e, allo stesso tempo, a ferirsi dolorosamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non perché uno dei due sia “il problema”, ma perché entrambi, inconsapevolmente, hanno costruito il proprio modo di stare al mondo e nella relazione intorno alla stessa ferita. È quello che, talvolta, osserviamo quando due organizzazioni di personalità narcisistiche si incontrano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La ferita di Narciso</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di Narciso racconta un vissuto antico in cui il valore personale è stato percepito come dipendente dallo sguardo dell’altro. Da questa vulnerabilità possono svilupparsi modalità di funzionamento orientate a proteggere un Sé vissuto come fragile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’origine vi è spesso l’esperienza di un’autonomia frustrata, di bisogni emotivi non riconosciuti e di una vergogna profonda che porta la persona a cercare costantemente conferme del proprio valore in svariati modi. Da qui possono svilupparsi sentimenti persistenti di insoddisfazione, invidia e difficoltà a tollerare il successo o l’autonomia dell’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di proseguire è però necessario fare una premessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi il termine “narcisista” è usato con una leggerezza che la clinica non può permettersi. È diventato un&#8217;etichetta, un insulto, una spiegazione rapida per relazioni complesse. In psicoterapia, invece, il narcisismo non è una colpa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una vulnerabilità, al pari di altre. È una modalità di funzionamento che, nella storia di quella persona, ha avuto una funzione protettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste un continuum lungo cui si può sviluppare il narcisismo. Da una parte troviamo tratti narcisistici che appartengono, in misura diversa, a tutti noi: il bisogno di essere riconosciuti, apprezzati, confermati. Dall&#8217;altra configurazioni più rigide e pervasive, che possono delineare un disturbo di personalità quando determinano il modo di vivere della persona nella sua totalità, nei diversi ambiti di vita. Tra questi estremi esistono infinite sfumature. È fondamentale ricordare che dietro ogni diagnosi c&#8217;è sempre una persona. La diagnosi descrive un funzionamento, non esaurisce l&#8217;identità e l’unicità di chi abbiamo davanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo non verrà affrontato il narcisismo maligno né le dinamiche di abuso relazionale, ma il funzionamento di persone accomunate da una vulnerabilità narcisistica e dal modo in cui questa può organizzare l’incastro di coppia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si ama ciò che si conosce</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di una persona narcisista in coppia si è troppo spesso abituati a ridurre la scena alla presenza di un carnefice e una vittima. Di due opposti, il buono e il cattivo che si incontrano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, le persone non si legano mai per caso. Accettiamo l’amore che sentiamo di meritare a partire dalla nostra storia di sviluppo e familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le coppie non si scelgono soltanto per affinità di carattere o per attrazione fisica. Spesso ci si sceglie, inconsciamente, a partire da una sensazione di familiarità, avvicinandosi a persone che hanno una ferita originaria profonda simile alla propria. Ciò può alimentare fantasie simbiotiche di gemellaggio che presto verranno smentite. Le relazioni di coppia sono terreni in cui la nostra storia continua a cercare una soluzione in modi più o meno adattivi. Nella vita sentimentale possono cambiare i protagonisti ma si tende a ripetere dei copioni sperando in esiti diversi. Più si è stati traumatizzati in età precoce e più il bisogno di reiterare dinamiche arcaiche sarà presente e pervasivo. Se un bambino non si è sentito accolto e riconosciuto svilupperà una rappresentazione di sé fondata sull’impossibilità di essere amato, sull’indegnità, sul non essere abbastanza e in età adulta, inconsciamente, con molta probabilità ricercherà partner che gli confermeranno la sua teoria, rivivendo dolorosamente la trascuratezza e l’abbandono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa che siamo condannati a un destino già scritto. Ciò che ci appare familiare esercita una forte attrazione, ma quando quella familiarità diventa consapevole può smettere di guidare automaticamente le nostre scelte, aprendo la possibilità a modi nuovi di stare in relazione, più liberi e sintonici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa accade quando Narciso incontra Narcisa?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Narciso non incontra Narcisa perché vede nitidamente qualcuno uguale a sé. Si scelgono perché le loro vulnerabilità parlano la stessa lingua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella clinica non è raro osservare l’incastro tra due organizzazioni di personalità narcisistiche. A volte si riconoscono due grandiosità; altre volte una grandiosità incontra una dipendenza affettiva manifesta che, sotto la superficie, condivide la stessa necessità di essere confermata dall’altro. Non si incontrano due strutture opposte: si incontrano due modi differenti di sopravvivere alla stessa ferita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambi hanno imparato, spesso molto presto, che il proprio valore dipende dal riconoscimento, dalla prestazione, dall&#8217;essere speciali o indispensabili. La grandiosità che talvolta osserviamo non è il cuore del problema né la principale maschera con cui il narcisismo si presenta: è il tentativo di proteggersi da un dolore molto più profondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura popolare e l’informazione mediatica rischiano spesso di rappresentare il narcisismo come eccesso di autostima. La clinica insegna l&#8217;opposto: un&#8217;autostima fragile, che ha bisogno di essere continuamente regolata attraverso lo sguardo dell&#8217;altro. Il partner diventa così molto più di un compagno di vita: diventa il regolatore del senso di sé.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio della relazione questo produce un&#8217;intesa intensa. Ognuno si sente finalmente visto, riconosciuto, speciale. Nasce un patto silenzioso: “Io sosterrò l&#8217;immagine che hai costruito di te, se tu sosterrai la mia”. È un equilibrio potente, ma fragile, perché poggia sulla dipendenza, sul reciproco rispecchiamento più che sulla possibilità di mostrarsi autenticamente. Questa potente sintonia iniziale non è, di per sé, patologica. Diventa problematica quando il legame serve principalmente a regolare la fragilità identitaria di entrambi, più che a costruire un incontro tra due persone autonome.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla dipendenza all’intimità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la quotidianità fisiologicamente attraversa l’entusiasmo dell’innamoramento, si incrina quell&#8217;immagine ideale di sé, dell’altro e della relazione. il sistema coppia entra in crisi. Da fuori possono sembrare conflitti superficiali per dettagli: un ritardo, una critica, un&#8217;attenzione mancata. Può subentrare una sotterranea e sfiancante competizione. In profondità, però, la posta in gioco è un&#8217;altra. Ogni discussione riguarda il valore personale. Ogni critica rischia di riattivare la vergogna di non essere abbastanza. Ogni svalutazione diventa una difesa contro il timore di essere svalutati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che il concetto sistemico di collusione acquista significato. Non indica un accordo consapevole, ma il modo in cui ciascun partner contribuisce, senza rendersene conto, a mantenere l&#8217;equilibrio della relazione. Ognuno protegge le proprie difese e, nello stesso tempo, conferma quelle dell&#8217;altro. Il sintomo non appartiene a uno solo dei due: appartiene all’incastro relazionale che insieme hanno costruito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo non è quindi cercare il colpevole ma i significati profondi della dinamica di coppia. Ogni difesa è stata, un tempo, una soluzione a cui è difficile rinunciare. Il lavoro psicoterapeutico consiste nell&#8217;aiutare la persona a non averne più bisogno come unico modo per sentirsi degna di esistere. Quando cambia uno dei partner, inevitabilmente cambia anche il sistema. È per questo che il cambiamento può essere tanto liberatorio quanto destabilizzante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Forse la domanda finale non è se due persone con un funzionamento narcisistico possano amarsi. La vera domanda è se la relazione rimarrà fondata sul bisogno reciproco di confermare un&#8217;identità fragile oppure riuscirà a diventare uno spazio in cui entrambi possano essere imperfetti senza sentirsi, per questo, meno degni d&#8217;amore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la possibilità di abitare la propria vulnerabilità senza vergogna.<br>Il cambiamento non consiste nel passare dalla fusione all’indifferenza, ma dalla dipendenza all’intimità. Nella dipendenza il partner serve a regolare il proprio valore, determina il senso di sé; nell’intimità diventa una persona distinta, con cui condividere la vulnerabilità senza pretendere che la ripari. Perché questo accada è necessario che la coppia rinunci, almeno in parte, sia alla specularità sia alla complementarietà rigida, in cui uno sostiene ciò che l’altro non riesce a sostenere da solo. Solo quando entrambi recuperano una maggiore autonomia psicologica la relazione può smettere di essere un sistema di reciproca regolazione e diventare un incontro autentico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio quando due persone smettono di chiedere all&#8217;altro di risarcire il proprio dolore e di abitare il proprio vuoto, che la relazione può finalmente trasformarsi da luogo di sopravvivenza a spazio di crescita.</p>
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