Mente e Corpo

Funghi medicinali: gli alleati silenziosi che l’autunno ci mette a disposizione 

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C’è un momento, ogni anno, in cui percepisco il cambio di stagione ancora prima di guardare il calendario. Le giornate si accorciano, la luce cambia colore, e nel mio studio iniziano a sedersi persone con lo stesso identico racconto: “Mi sento sempre stanca”, “prendo tutti i malanni che girano”, “non ho più energia come prima”. Non è suggestione. È il corpo che, con l’arrivo dell’autunno, chiede un sostegno diverso rispetto all’estate. 

Ed è proprio in questo momento dell’anno che, nella mia pratica, torno sempre agli stessi vecchi amici: i funghi medicinali. Non come moda del momento, ma come una tradizione millenaria — usati da secoli in Oriente — che oggi la ricerca sta iniziando a guardare con strumenti più rigorosi, distinguendo cosa è davvero supportato da studi sull’uomo e cosa resta ancora nel campo della tradizione. 

Voglio raccontarveli uno per uno, come farei seduta con un cliente: con qualche numero concreto dove la scienza ce lo permette, ma senza perdere di vista quello che davvero conta nella pratica quotidiana. 

Hericium (Lion’s Mane): il fungo della lucidità mentale 

Se dovessi scegliere un fungo per rappresentare l’autunno, sarebbe questo. L’Hericium erinaceus — conosciuto anche come “criniera di leone” per il suo aspetto bianco e filamentoso — è diventato negli ultimi anni il protagonista di chi cerca chiarezza mentale, concentrazione, memoria che non “scivola via”. Ed è anche il fungo su cui la ricerca ha prodotto i risultati più incoraggianti: uno studio del 2026 su oltre 100 adulti con difficoltà cognitive percepite ha osservato, dopo otto settimane di assunzione quotidiana, miglioramenti misurabili nella memoria di lavoro e nella qualità del sonno rispetto a chi aveva preso un placebo. 

Lo consiglio spesso a chi torna dalle vacanze con quella sensazione di nebbia in testa, quella difficoltà a rimettersi a fuoco dopo settimane di relax. Non è un caffè travestito da integratore: agisce in modo più profondo e graduale, sostenendo il benessere del sistema nervoso nel tempo. Chi lo prende con costanza mi racconta spesso di sentirsi “più presente”, meno disperso — e qui la sensazione soggettiva e i dati, per una volta, vanno nella stessa direzione. 

Chaga: lo scudo che viene dal freddo 

Il Chaga (Inonotus obliquus) cresce sulle betulle nei climi più rigidi — Siberia, Scandinavia, Canada — ed è come se portasse con sé la resistenza di quei territori. Ha un colore scuro, quasi carbone, e un sapore terroso che a molti ricorda il caffè. 

È il fungo che scelgo quando il terreno è quello del sostegno generale dell’organismo nei mesi più freddi: le ricerche di laboratorio gli riconoscono una capacità antiossidante tra le più alte fra i funghi medicinali studiati. Va detto con onestà, però, che gli studi clinici veri e propri sull’uomo sono ancora pochi: qui la tradizione corre più veloce della conferma scientifica. Lo trovo comunque particolarmente adatto a chi tende ad ammalarsi spesso proprio nei cambi di stagione, magari in un mix con altri funghi più documentati. 

Shiitake: il classico che non tramonta mai 

Lo Shiitake (Lentinula edodes) è probabilmente il più familiare tra tutti — lo troviamo anche in cucina, nei risotti e nelle zuppe — ma il suo valore va ben oltre il piatto. Uno studio dell’Università della Florida, su oltre 50 adulti sani, ha mostrato che consumarne 5-10 grammi al giorno per un mese, semplicemente 

come alimento, migliora alcuni marcatori dell’immunità delle mucose: è uno dei pochi casi in cui non serve nemmeno un estratto per ottenere un effetto misurabile. 

Mi piace consigliarlo a chi vuole iniziare un percorso di micoterapia senza stravolgimenti: è delicato, ben tollerato, e si presta bene ad un uso alimentare quotidiano oltre che in estratto. 

Cordyceps: l’energia che non stressa 

Il Cordyceps ha una storia curiosa — cresce naturalmente sui bruchi ad alta quota, sull’altopiano tibetano, anche se oggi le versioni in commercio sono coltivate in modo controllato. È il fungo a cui penso quando qualcuno mi dice “non ho più energia, ma non voglio prendere qualcosa che mi carichi troppo”. 

A differenza di uno stimolante classico, il Cordyceps lavora sul concetto di energia sostenibile: uno studio recente ha osservato, dopo otto settimane di assunzione regolare, un aumento dell’attività delle cellule immunitarie di tipo Natural Killer sia negli uomini sia nelle donne. Non ti dà una scarica e poi ti lascia a terra, ma sostiene la vitalità nel tempo — anche se qui la qualità dell’estratto scelto fa davvero la differenza, perché non tutti i prodotti in commercio si sono dimostrati ugualmente efficaci negli studi. Lo trovo perfetto per chi affronta ritmi intensi — lavoro, famiglia, sport — e ha bisogno di reggere senza bruciarsi. 

Maitake: l’equilibrio metabolico spesso dimenticato 

Il Maitake (Grifola frondosa), il cui nome giapponese significa “fungo che danza”, è forse il meno conosciuto tra questi ma merita decisamente più attenzione. Un piccolo studio su persone con glicemia borderline ha osservato una riduzione dei trigliceridi dopo poche settimane di assunzione, anche se la ricerca sull’uomo è ancora limitata rispetto a quella condotta sui modelli animali. Nella mia esperienza è particolarmente utile per chi ha un rapporto complesso con il metabolismo degli zuccheri o con il peso corporeo, e cerca un sostegno naturale che accompagni — mai sostituisca — le buone abitudini alimentari. 

Reishi: il fungo della calma, per chi vuole chiudere il cerchio 

Non potevo non citarlo: il Reishi (Ganoderma lucidum) è forse il più “antico” nell’uso tradizionale, chiamato in Cina “fungo dell’immortalità”. Anche qui la ricerca clinica è meno estesa rispetto a Hericium, Shiitake o Cordyceps, ma nella pratica lo scelgo spesso in combinazione con gli altri quando il tema centrale è lo stress, il sonno disturbato, quella tensione di fondo che tanti portano addosso senza nemmeno accorgersene. 

Come li uso davvero, nella pratica 

Qui arrivo al punto che più mi sta a cuore, perché è quello che fa davvero la differenza: non tutti i prodotti in commercio si equivalgono. Un estratto scarsamente standardizzato può semplicemente non contenere le quantità di principio attivo usate negli studi. Sul mercato trovate polvere di fungo essiccato, capsule, estratti liquidi, tisane. La qualità cambia moltissimo, e non è un dettaglio da poco. 

Quando scelgo un prodotto per me o per chi seguo, guardo sempre: 

  • se è un estratto standardizzato in beta-glucani, idealmente sopra il 20-30%, e non semplice polvere di fungo macinato (l’estrazione concentra i principi attivi in modo molto più efficace) — con l’eccezione dello Shiitake, dove abbiamo visto che anche l’alimento intero funziona; 
  • la provenienza del micelio o del corpo fruttifero, perché non tutte le parti del fungo contengono le stesse sostanze; 
  • l’assenza di cariche o eccipienti inutili che diluiscono il prodotto. 

Non è marketing, è la differenza tra un rimedio che funziona davvero e uno che resta semplicemente sullo scaffale della dispensa. E vale anche la pena di darsi tempo: quasi tutti gli studi citati misurano gli effetti dopo 6-8 settimane di assunzione costante, non dopo pochi giorni. 

Un’ultima cosa, prima di iniziare 

I funghi medicinali sono un supporto, non una bacchetta magica, e non sostituiscono uno stile di vita sano né tantomeno una terapia medica quando serve. Vanno scelti con criterio, magari uno alla volta all’inizio, per capire come il proprio corpo risponde, e sempre — questo lo dico sempre ai miei clienti — con il consiglio di un professionista che conosca la vostra storia specifica. 

Detto questo, se c’è un momento dell’anno in cui vale la pena conoscerli meglio, è proprio questo. L’autunno chiede un sostegno gentile ma costante, ed è esattamente quello che la natura, ancora una volta, ci mette a disposizione. 

Fonti 

  • Studio randomizzato, controllato con placebo, su 109 adulti (40-75 anni) con difficoltà cognitive soggettive: 8 settimane di supplementazione con Hericium erinaceus, effetti su memoria di lavoro e qualità del sonno. medRxiv, 2026. 
  • Dai X. et al., “Consuming Lentinula edodes (Shiitake) Mushrooms Daily Improves Human Immunity: A Randomized Dietary Intervention in Healthy Young Adults”, Journal of the American College of Nutrition, 2015. 
  • Ontawong A. et al., “A randomized controlled clinical trial examining the effects of Cordyceps militaris beverage on the immune response in healthy adults”, Scientific Reports, 2024, DOI: 10.1038/s41598-024-58742-z. 
  • Studio pilota su 10 soggetti prediabetici: supplementazione con estratto di Grifola frondosa (Maitake) a basso peso molecolare, 4 settimane, effetti su trigliceridi. 
  • Revisione della letteratura su Inonotus obliquus (Chaga): attività antiossidante comparata tra funghi medicinali, prevalentemente studi in vitro e preclinici.