<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Paola Piovesana, Autore presso Salute è</title>
	<atom:link href="https://www.salute-e.it/author/paola-piovesana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.salute-e.it/author/paola-piovesana/</link>
	<description>Sorridi al tuo benessere</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 13:33:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2022/05/cropped-icona-salutee-32x32.jpg</url>
	<title>Paola Piovesana, Autore presso Salute è</title>
	<link>https://www.salute-e.it/author/paola-piovesana/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Bruciore di stomaco non significa gastrite: gli esperti spiegano quando preoccuparsi davvero</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2026/05/22/bruciore-di-stomaco-non-significa-gastrite-gli-esperti-spiegano-quando-preoccuparsi-davvero/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2026/05/22/bruciore-di-stomaco-non-significa-gastrite-gli-esperti-spiegano-quando-preoccuparsi-davvero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 13:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=6953</guid>

					<description><![CDATA[<p>Bruciore di stomaco e cattiva digestione vengono spesso chiamati genericamente “gastrite”, ma non sempre è corretto. Gli specialisti AIGO spiegano le differenze tra gastrite, reflusso e dispepsia funzionale, chiarendo quando serve davvero una gastroscopia e quali sintomi non devono essere sottovalutati. Dall’Helicobacter pylori alla prevenzione oncologica, ecco cosa sapere per proteggere la salute dello stomaco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2026/05/22/bruciore-di-stomaco-non-significa-gastrite-gli-esperti-spiegano-quando-preoccuparsi-davvero/">Bruciore di stomaco non significa gastrite: gli esperti spiegano quando preoccuparsi davvero</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non tutto il dolore allo stomaco è gastrite. Dalla corretta diagnosi alla prevenzione oncologica: cosa sapere davvero. A fare chiarezza sono gli specialisti di AIGO, l&#8217;Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Bruciore di stomaco, dolore addominale e cattiva digestione vengono spesso definiti genericamente &#8220;gastrite&#8221;. Ma utilizzare questo termine in modo improprio rischia di creare confusione, favorire l&#8217;automedicazione e ritardare diagnosi corrette.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il primo punto fondamentale è che gastrite non significa semplicemente dolore o bruciore allo stomaco&#8221;</em>, spiega il dottor&nbsp;<strong>Guido Manfredi, Consigliere Nazionale AIGO</strong>.&nbsp;<em>&#8220;Molti disturbi che i pazienti definiscono gastrite sono in realtà reflusso gastroesofageo, dispepsia funzionale o altri disturbi digestivi. La vera gastrite è invece un&#8217;infiammazione della mucosa gastrica che deve essere documentata attraverso gastroscopia e biopsie&#8221;.</em></p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-top is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="543" height="591" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Manfredi.avif" alt="" class="wp-image-6955" style="aspect-ratio:0.9188184259450527;width:274px;height:auto" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Manfredi.avif 543w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Manfredi-276x300.avif 276w" sizes="(max-width: 543px) 100vw, 543px" /></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti, la tendenza a chiamare &#8220;gastrite&#8221; qualsiasi fastidio digestivo porta spesso a errori comuni: uso cronico di antiacidi o inibitori di pompa protonica (PPI) senza controlli, diete inutilmente restrittive e sottovalutazione di sintomi che invece meriterebbero approfondimenti specialistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Helicobacter pylori, farmaci e stili di vita: le vere cause</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La gastrite può avere diverse cause. Tra le più frequenti vi è l&#8217;infezione da Helicobacter pylori, batterio responsabile della principale forma di infiammazione cronica gastrica e ancora molto diffuso nel mondo, anche se in diminuzione nei Paesi occidentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Quando viene identificata l&#8217;infezione da Helicobacter pylori è importante trattarla con una terapia eradicante appropriata&#8221;,</em>&nbsp;sottolinea Manfredi.&nbsp;<em>&#8220;Eliminare il batterio riduce il rischio di gastrite cronica, ulcere e possibili evoluzioni verso forme più severe&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ruolo importante può essere svolto anche dall&#8217;uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene, ketoprofene o diclofenac, oltre che da aspirina e, in alcuni casi, cortisonici associati ad altre terapie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono inoltre forme autoimmuni, più rare ma probabilmente sottodiagnosticate, che possono associarsi ad anemia perniciosa, carenza di vitamina B12 e altre patologie autoimmuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alcol e fumo&nbsp;</strong>rappresentano fattori irritativi diretti per la mucosa gastrica, mentre&nbsp;<strong>stress</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>alimentazione&nbsp;</strong>incidono soprattutto sui sintomi digestivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>&#8220;Lo stress quotidiano raramente provoca una vera gastrite organica&#8221;</strong></em>, precisa Manfredi.&nbsp;<em>&#8220;Può però amplificare nausea, gonfiore, cattiva digestione e dolore addominale attraverso il cosiddetto asse cervello-intestino. Anche pasti abbondanti, cibi molto grassi, alcolici e bevande gassate possono peggiorare i sintomi digestivi&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando serve davvero la gastroscopia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei punti più delicati riguarda l&#8217;appropriatezza diagnostica. Non tutti i sintomi richiedono una gastroscopia, ma alcuni segnali non devono essere ignorati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La gastroscopia diventa necessaria quando si sospetta una lesione organica oppure quando l&#8217;esame può modificare concretamente il percorso diagnostico e terapeutico&#8221;,</em>&nbsp;spiega Manfredi.&nbsp;<em>&#8220;Sintomi come perdita di peso inspiegata, sanguinamento, vomito persistente, difficoltà nella deglutizione, anemia o dolore notturno meritano una valutazione specialistica, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di familiarità per tumori gastrici&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli specialisti invitano quindi a evitare due estremi opposti: banalizzare i sintomi oppure ricorrere a esami ripetuti senza reali indicazioni cliniche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gastrite cronica e rischio oncologico: il valore della diagnosi precoce</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;in alcuni casi l&#8217;infiammazione cronica dello stomaco può evolvere lentamente verso lesioni precancerose&#8221;</em>, spiega&nbsp;<strong>Renato Cannizzaro, Responsabile della Commissione Oncologia di AIGO.</strong>&nbsp;&#8220;<em>Per questo diagnosi tempestiva, controlli mirati ed eradicazione dell&#8217;Helicobacter pylori sono strumenti fondamentali di prevenzione&#8221;.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="682" height="597" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2026/05/Renato-Cannizzaro.avif" alt="" class="wp-image-6954" style="width:292px;height:auto" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2026/05/Renato-Cannizzaro.avif 682w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2026/05/Renato-Cannizzaro-300x263.avif 300w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi la gastroenterologia dispone di tecnologie avanzate &#8211; come cromoendoscopia, magnificazione endoscopica, endomicroscopia e strumenti supportati dall&#8217;intelligenza artificiale &#8211; che consentono di individuare lesioni molto precoci e trattarle in modo mini-invasivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Quando il tumore gastrico viene diagnosticato nelle fasi iniziali, la mortalità si riduce drasticamente e le possibilità di guarigione aumentano in maniera significativa&#8221;</em>, sottolinea Cannizzaro.&nbsp;<em>&#8220;Le forme precoci possono spesso essere trattate endoscopicamente senza interventi chirurgici demolitori&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, inoltre, le terapie oncologiche sono diventate sempre più mirate grazie all&#8217;identificazione di specifici marcatori biologici.&nbsp;<em>&#8220;Oggi il gastroenterologo ha anche il compito di ottenere campioni bioptici adeguati per permettere al patologo di caratterizzare precocemente la lesione e orientare la terapia personalizzata&#8221;</em>, aggiunge Cannizzaro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prevenzione: equilibrio e diagnosi corrette</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo AIGO, prevenzione significa soprattutto stile di vita equilibrato e diagnosi corrette.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;È utile limitare alcol, fumo, eccesso di sale e abuso di carni rosse molto cotte o arrostite&#8221;,</em>&nbsp;ricorda Cannizzaro.&nbsp;<em>&#8220;Frutta, verdura fresca, attività fisica regolare e controllo del peso aiutano a proteggere la salute gastrica&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il messaggio centrale resta un altro:&nbsp;<strong>non tutto è gastrite e non tutti i disturbi digestivi devono essere medicalizzati.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;L&#8217;errore più frequente&#8221;,-</em>&nbsp;conclude Manfredi, &#8211;<em>&#8220;è attribuire automaticamente ogni sintomo digestivo alla gastrite senza una diagnosi precisa. Serve invece un approccio personalizzato, scientificamente corretto e proporzionato ai reali fattori di rischio&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://www.webaigo.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>www.webaigo.it</u></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2026/05/22/bruciore-di-stomaco-non-significa-gastrite-gli-esperti-spiegano-quando-preoccuparsi-davvero/">Bruciore di stomaco non significa gastrite: gli esperti spiegano quando preoccuparsi davvero</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2026/05/22/bruciore-di-stomaco-non-significa-gastrite-gli-esperti-spiegano-quando-preoccuparsi-davvero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tumore del pancreas: la diagnosi precoce può fare la differenza</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/11/20/tumore-del-pancreas-la-diagnosi-precoce-puo-fare-la-differenza/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2025/11/20/tumore-del-pancreas-la-diagnosi-precoce-puo-fare-la-differenza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=6618</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Mondiale del Tumore al pancreas, AIGO sottolinea la necessità di rafforzare prevenzione e diagnosi precoce per una delle neoplasie più insidiose e letali. In Italia, nel 2024 sono state stimate oltre 13.500 nuove diagnosi e l’incidenza è aumentata del 21% in dieci anni. Il tumore del pancreas è spesso asintomatico nelle fasi iniziali, rendendo difficile un intervento tempestivo. Le frontiere diagnostiche includono RMN ed ecoendoscopia, fondamentali per individuare precocemente lesioni e cisti pancreatiche nei soggetti a rischio. Investire nella formazione specialistica, promuovere stili di vita sani e monitorare le persone con familiarità rappresentano strategie essenziali per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/11/20/tumore-del-pancreas-la-diagnosi-precoce-puo-fare-la-differenza/">Tumore del pancreas: la diagnosi precoce può fare la differenza</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Il 20 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Tumore al pancreas, un&#8217;importante occasione per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sull&#8217;impatto di questa patologia e sull&#8217;importanza della diagnosi precoce.&nbsp;In questa ricorrenza,</em><em><strong>&nbsp;AIGO,</strong></em><em>&nbsp;Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri si impegna a&nbsp;promuovere la ricerca, la prevenzione e un maggiore sostegno alle persone colpite.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Roma, 17 novembre 2025 &#8211; Il tumore del pancreas rappresenta una delle neoplasie più insidiose e aggressive, con un&#8217;incidenza in costante crescita a livello mondiale e nazionale.&nbsp;<strong>In Italia</strong>, secondo i dati più recenti della Fondazione Veronesi, nel 2024 si stimano circa 13.585 nuove diagnosi (6.873 uomini e 6.712 donne), con un<strong>&nbsp;incremento del 21% negli ultimi dieci anni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una patologia che,<strong>&nbsp;secondo le proiezioni, entro i prossimi cinque anni diventerà la seconda causa di morte per cancro nei Paesi occidentali</strong>. Nonostante i progressi nelle terapie chirurgiche, farmacologiche e diagnostiche, la sopravvivenza resta drammaticamente bassa: solo un paziente su dieci è vivo a cinque anni dalla diagnosi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fattori di rischio e prevenzione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali fattori di rischio si annoverano il fumo di sigaretta e una dieta ricca di zuccheri e grassi. Nel 10% circa dei casi è presente una predisposizione genetica, legata a una forte familiarità o a mutazioni note.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il problema maggiore</em>&nbsp;&#8211; spiega il&nbsp;<strong>dr. Filippo Antonini, consigliere nazionale AIGO&nbsp;</strong>&#8211; è che&nbsp;<em>il tumore del pancreas è una malattia silente: spesso non dà sintomi fino a quando non raggiunge stadi avanzati, quando la chirurgia non è più praticabile.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi precoce rappresenta dunque la vera sfida. Non esistono programmi di screening per la popolazione generale, e i sintomi iniziali, quando presenti, risultano spesso aspecifici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le nuove frontiere della diagnosi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, la ricerca ha permesso di identificare lesioni precursori come le cisti pancreatiche, che in alcuni casi possono evolvere verso forme maligne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Queste lesioni necessitano di una valutazione specialistica per la loro corretta gestione</em>&nbsp;&#8211; spiega la&nbsp;<strong>dr.ssa Germana De Nucci, responsabile della Commissione Pancreas di AIGO</strong>&nbsp;-.&nbsp;<em>È importante ricordare, tuttavia, che la maggior parte resta benigna, e che molti tumori pancreatici insorgono senza lesioni cistiche preesistenti.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi di prevenzione si concentrano oggi su due categorie ad alto rischio: persone con familiarità per carcinoma pancreatico e soggetti con predisposizione genetica nota. Le tecniche più efficaci per lo studio del pancreas sono la risonanza magnetica (RMN) e l&#8217;ecoendoscopia (EUS), una metodica mini-invasiva che consente di individuare lesioni di pochi millimetri e di effettuare biopsie mirate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Una diagnosi tempestiva&nbsp;</em>&#8211; sottolinea il dr. Antonini &#8211; permette di individuare lesioni&nbsp;<em>ancora curabili, aumentando significativamente le possibilità di sopravvivenza. Oggi l&#8217;ecoendoscopia è diventata anche una tecnica terapeutica capace di migliorare la qualità di vita dei pazienti con tumore avanzato, riducendo la necessità di interventi chirurgici più demolitivi.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Investire nella formazione specialistica degli operatori sanitari, promuovere stili di vita sani e potenziare la prevenzione nei soggetti a rischio rappresentano obiettivi centrali per affrontare questa emergenza oncologica. L&#8217;impegno di AIGO e dell&#8217;intera comunità scientifica è rivolto a un traguardo ambizioso ma concreto: anticipare la diagnosi e trasformare un tumore, oggi spesso letale, in una patologia sempre più curabile e gestibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/11/20/tumore-del-pancreas-la-diagnosi-precoce-puo-fare-la-differenza/">Tumore del pancreas: la diagnosi precoce può fare la differenza</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2025/11/20/tumore-del-pancreas-la-diagnosi-precoce-puo-fare-la-differenza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mal di schiena? 4 semplici esercizi per curarlo e prevenirlo in estate</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/07/09/mal-di-schiena-4-semplici-esercizi-per-curarlo-e-prevenirlo-in-estate/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2025/07/09/mal-di-schiena-4-semplici-esercizi-per-curarlo-e-prevenirlo-in-estate/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 07:13:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport e Prevenzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=6373</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si stima che circa l&#8217;80% della popolazione adulta almeno una volta nella vita abbia sofferto di mal di schiena. In estate è bene approfittare di momenti di relax, anche all&#8217;aria aperta, per eseguire dei semplici esercizi che aiutano a prevenire e a migliorare disagi dovuti spesso a una postura errata. Il dolore lombare, comunemente chiamato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/07/09/mal-di-schiena-4-semplici-esercizi-per-curarlo-e-prevenirlo-in-estate/">Mal di schiena? 4 semplici esercizi per curarlo e prevenirlo in estate</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Si stima che circa l&#8217;80% della popolazione adulta almeno una volta nella vita abbia sofferto di mal di schiena. In estate è bene approfittare di momenti di relax, anche all&#8217;aria aperta, per eseguire dei semplici esercizi che aiutano a prevenire e a migliorare disagi dovuti spesso a una postura errata.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore lombare, comunemente chiamato mal di schiena, è una condizione molto diffusa che interessa la parte inferiore della colonna vertebrale, tra le ultime costole e i glutei. È uno dei problemi muscolo-scheletrici più comuni al mondo, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita degli individui e sui costi sociali e sanitari associati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le cause principali si possono sicuramente annoverare le condizioni posturali protratti nel tempo come, ad esempio, mantenere posizioni non ergonomiche per periodi prolungati, o stare seduti con la schiena curva può causare stress e quindi dolore alla colonna vertebrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone colpite da mal di schiena spesso hanno difficoltà nello svolgere compiti semplici come flettere la colonna in avanti, sollevare oggetti da terra o persino rimanere seduti o in piedi per lunghi intervalli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È però possibile intervenire prima che il dolore diventi un limite e il primo passo è il movimento, come sostiene il <strong>Professor Massimiliano Febbi Fisioterapista, Osteopata e coordinatore del corso di laurea fisioterapia Università di Ostrava Roma</strong>: <strong><em>&#8220;</em></strong><em>Il mal di schiena colpisce milioni di persone ogni anno. Spesso, però, è solo l&#8217;effetto visibile di qualcosa che si è costruito nel tempo: troppe ore seduti, stress, sedentarietà o movimenti sbagliati. Oggi, attraverso strumenti avanzati per l&#8217;analisi del corpo e del movimento, è possibile capire come si distribuiscono i carichi sulla colonna, come ruota il bacino, come camminiamo e dove si accumula lo stress. Attraverso 4 semplici esercizi da fare comodamente a casa, ma anche spiaggia o su un prato d&#8217;erba, possiamo costruire un&#8217;ottima routine di partenza per chi desidera ridurre il mal di schiena, migliorare il controllo del proprio corpo e sentirsi meglio ogni giorno&#8221;.    </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi esercizi sono stati scelti per aiutarti a recuperare il controllo della zona lombare, migliorare la mobilità della colonna e rinforzare il core. Non servono attrezzi, solo un tappetino e un po&#8217; di tempo da dedicare al proprio benessere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_09K3HmNMl8" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>1) Tilt pelvico da supino</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-1-.jpg"><img decoding="async" width="732" height="436" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-1-.jpg" alt="" class="wp-image-6374" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-1-.jpg 732w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-1--300x179.jpg 300w" sizes="(max-width: 732px) 100vw, 732px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">COME SI FA:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Sdraiati a terra con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Rilassa le spalle e le braccia lungo i fianchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Inspira. Poi, mentre espiri, schiaccia delicatamente la zona lombare contro il pavimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Torna alla posizione neutra inspirando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Ripeti il movimento lentamente per 10-12 volte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PERCHÉ FA BENE:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aiuta a riattivare il controllo del bacino e a stimolare i muscoli profondi della zona lombare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utile per ridurre rigidità e tensioni dopo lunghe ore seduti o in piedi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2) Mobilità della colonna in quadrupedia (Cat/Cow)</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="776" height="450" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-2.jpg" alt="" class="wp-image-6375" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-2.jpg 776w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-2-300x174.jpg 300w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-2-768x445.jpg 768w" sizes="(max-width: 776px) 100vw, 776px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">COME SI FA:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Mettiti a quattro zampe con le mani sotto le spalle e le ginocchia sotto i fianchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Inspira inarcando la schiena verso il basso e sollevando leggermente lo sguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Espira curvando la schiena verso l&#8217;alto, portando il mento verso il petto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Ripeti lentamente per 6-8 cicli respiratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PERCHÉ FA BENE:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Migliora la fluidità e la mobilità della colonna vertebrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aiuta a ridurre tensioni e rigidità, specialmente nella zona dorsale e lombare.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3) Rafforzamento del core (Dead Bug)</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="616" height="418" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-3.jpg" alt="" class="wp-image-6376" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-3.jpg 616w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-3-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 616px) 100vw, 616px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">COME SI FA:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Sdraiati sulla schiena, solleva le gambe a 90° e le braccia verso l&#8217;alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Inspira. Poi espira estendendo lentamente la gamba destra e il braccio sinistro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Mantieni la zona lombare stabile, senza sollevarla da terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Ritorna e cambia lato. Ripeti 6-8 volte per lato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PERCHÉ FA BENE:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rinforza gli addominali profondi e migliora la coordinazione tra braccia, gambe e tronco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aiuta a stabilizzare la colonna e a prevenire sovraccarichi durante i movimenti quotidiani.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4) Stretching del gluteo (Single Leg Hug)</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="573" height="401" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-4.jpg" alt="" class="wp-image-6377" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-4.jpg 573w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/07/Esercizio-4-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 573px) 100vw, 573px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">COME SI FA:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Sdraiati sulla schiena con le gambe distese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Porta una coscia verso il petto aiutandoti con le mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Mantieni la posizione per 30-40 secondi respirando profondamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Cambia lato e ripeti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PERCHÉ FA BENE:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allunga i muscoli glutei e lombari, migliorando la mobilità della parte bassa della schiena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aiuta a decomprimere la zona lombare e a ridurre il senso di affaticamento.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Queste pratiche, perfette per godere appieno di un periodo di relax come è quello delle ferie estive, sarebbero da replicare durante l&#8217;anno adottandole come buona abitudine quotidiana per preservare il benessere della nostra schiena&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/07/09/mal-di-schiena-4-semplici-esercizi-per-curarlo-e-prevenirlo-in-estate/">Mal di schiena? 4 semplici esercizi per curarlo e prevenirlo in estate</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2025/07/09/mal-di-schiena-4-semplici-esercizi-per-curarlo-e-prevenirlo-in-estate/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pancia gonfia in estate? I consigli dei gastroenterologi</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/07/03/pancia-gonfia-in-estate-i-consigli-dei-gastroenterologi/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2025/07/03/pancia-gonfia-in-estate-i-consigli-dei-gastroenterologi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 07:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=6357</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pancia gonfia è un disturbo abbastanza comune, che colpisce almeno il 30% della popolazione mondiale. Specialmente durante l'estate, questo fastidio può diventare ancora più evidente, creando disagio e insicurezza. Da AIGO consigli di prevenzione e cura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/07/03/pancia-gonfia-in-estate-i-consigli-dei-gastroenterologi/">Pancia gonfia in estate? I consigli dei gastroenterologi</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Pancia gonfia: un disturbo frequente oltre che un inestetismo, che specie in estate risulta particolarmente sgradito. Dalla digestione ai disturbi intestinali, sono molte le cause di un problema che merita di essere risolto con un approccio medico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da AIGO, Associazione Nazionale Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri, i consigli per un&#8217;estate più serena, adottando buone pratiche da osservare poi anche nel corso dell&#8217;anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il gonfiore addominale</em> &#8211; <strong>spiega Danilo Consalvo membro della commissione neuro gastroenterologia di AIGO, Gastroenterologo presso il reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell&#8217;AORN A. Cardarelli di Napoli </strong>&#8211;<em>si manifesta con la sensazione di avere più aria nell&#8217;intestino e, spesso, si accompagna anche a movimenti dei muscoli della parete addominale e alla contrazione del diaframma. Il caldo intenso può influenzare significativamente il processo di svuotamento gastrico, portando a sintomi come gonfiore e nausea. La perdita di liquidi attraverso sudorazione, aumentando il rischio di disidratazione, può compromettere le funzioni fisiologiche dell&#8217;apparato digestivo. Inoltre, le alte temperature favoriscono la diffusione di virosi intestinali tipiche dell&#8217;estate, che possono instaurare disbiosi intestinali, alterando l&#8217;equilibrio della flora batterica e aggravando i disturbi digestivi&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri fattori possono contribuire al peggioramento della pancia gonfia in estate. &#8220;<em>Per esempio</em>, &#8211; continua il medico &#8211; <em>possono incidere cambiamenti nello stile di vita, frequenti in questa stagione, come l&#8217;aumento di cibo e bevande ricche di zuccheri raffinati. Anche l&#8217;irregolarità negli orari dei pasti, così come le variazioni nella quantità di cibo consumato, giocano un ruolo importante. A tutto ciò si aggiungono anche i cambi di località e di tecniche di cucina, che rendono spesso più difficile mantenere abitudini alimentari stabili&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;alimentazione</strong> gioca infatti un ruolo fondamentale nella gestione della pancia gonfia. <em>&#8220;Le diete ad hoc, come quella low FODMAP, senza glutine o lattosio, sono progettate per ridurre l&#8217;accumulo di aria nell&#8217;intestino e alleviare i fastidi associati. La dieta mediterranea, invece, si distingue per i suoi benefici sul microbiota intestinale, contribuendo a mantenere un equilibrio ottimale della flora batterica e favorendo una migliore digestione&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In linea generale, è consigliabile limitare il consumo di alimenti che favoriscono il gonfiore, come gli zuccheri semplici e raffinati, nonché le fibre insolubili, che possono aumentare la produzione di gas intestinali. Al contrario, favorire alimenti ricchi di fibre solubili, grassi sani e probiotici può aiutare a ridurre i sintomi e migliorare la salute dell&#8217;intestino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre importante consumare pasti a ore regolari, mangiare lentamente e masticare a lungo. Evitare di cenare tardi o coricarsi subito dopo cena e fare esercizio fisico costante.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il contributo di integratori e alimenti naturali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni integratori e rimedi naturali possono contribuire a ridurre la sensazione di pancia gonfia e il disagio addominale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Illustra ancora Consalvo<strong>: </strong><em>&#8220;<strong>I</strong></em><strong><em>l carbone vegetale</em></strong><em> aiuta a assorbire i gas in eccesso nell&#8217;intestino riducendo il gonfiore e il meteorismo, mentre il </em><strong><em>simeticone </em></strong><em>agisce come antischiuma, rompendo le bolle di gas nello stomaco e intestino, alleviando la sensazione di distensione e disagio. </em><strong><em>Alfa e beta galattosidasi </em></strong><em>sono invece enzimi che favoriscono la digestione di zuccheri complessi come il lattosio e alcu</em>ne <em>fibre, riducendo la formazione di gas dovuta a un&#8217;intolleranza o a fatiche digestiva&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, ci sono <strong>fitoterapici e oli essenzial</strong>i che sono stati studiati per il loro effetto carminativo e digestivo come il <strong>cumino, </strong>che aiuta a stimolare la produzione di enzimi digestivi e ridurre il gonfiore, o la <strong>menta piperita</strong> nota per il suo effetto rilassante sui muscoli intestinali. Lo <strong>zenzero</strong> può migliorare la motilità gastrointestinale e ridurre la sensazione di pesantezza mentre <strong>oli essenziali di piante come l&#8217;olio di finocchio o di menta</strong> sono spesso usati in tisane o come supplementi per combattere la produzione di gas.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E se il disturbo non passa?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Esistono pazienti che, nonostante vari tentativi terapeutici, continuano a lamentare gonfiore e principalmente distensione addominale senza ottenere beneficio</em>, &#8211; afferma il <strong>dottor Christian Lambiase</strong>, <strong>membro della commissione Neuro-gastroenterologia AIGO, opera presso l&#8217;U.O. di Gastroenterologia dell&#8217;azienda Ospedaliero Universitaria Pisana</strong> &#8211; <em>in questi casi, l&#8217;origine del disturbo potrebbe essere legata a una condizione denominata </em><strong><em>dissinergia addomino-frenica</em></strong><em>. Questa alterazione rappresenta un disordine della coordinazione neuromuscolare tra il diaframma e la muscolatura della parete addominale: in condizioni fisiologiche, durante l&#8217;inspirazione, il diaframma si contrae spingendosi verso il basso, mentre la parete addominale si rilassa per consentire l&#8217;espansione dei visceri. Al contrario, durante l&#8217;espirazione il diaframma si rilassa e la parete addominale si contrae&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei soggetti affetti da dissinergia, questo meccanismo risulta alterato. Questa risposta motoria disorganizzata può amplificare la percezione soggettiva del gonfiore, anche in assenza di un reale aumento del volume intestinale o della produzione di gas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò sottolinea l&#8217;importanza del ruolo neuromuscolare nella genesi del sintomo. Attualmente, la ricerca scientifica è fortemente impegnata nello studio di questo particolare tipo di distensione addominale. In particolare, si stanno sviluppando <strong>tecniche riabilitative basate sulla respirazione</strong>, mirate a ripristinare una corretta mobilità del diaframma e della parete addominale. Queste strategie potrebbero, in un futuro prossimo, offrire nuove possibilità terapeutiche per il trattamento efficace di questa forma specifica di gonfiore addominale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/07/03/pancia-gonfia-in-estate-i-consigli-dei-gastroenterologi/">Pancia gonfia in estate? I consigli dei gastroenterologi</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2025/07/03/pancia-gonfia-in-estate-i-consigli-dei-gastroenterologi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title> Raggi X e rischi per la salute </title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/03/18/raggi-x-e-rischi-per-la-salute/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2025/03/18/raggi-x-e-rischi-per-la-salute/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 08:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=6012</guid>

					<description><![CDATA[<p>Diversi studi hanno dimostrato che l'esposizione a radiazioni ionizzanti, come i raggi X, è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di carcinomi della tiroide soprattutto nei bambini negli adolescenti. Accanto a indicazioni su quando sia veramente necessario sottoporsi a radiografie potenzialmente nocive, il mondo della scienza risponde alla problematica sviluppando sistemi diagnostici alternativi che sfruttano sistemi di scansione in 3D e l’intelligenza artificiale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/03/18/raggi-x-e-rischi-per-la-salute/"> Raggi X e rischi per la salute </a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le radiazioni ionizzanti, come quelle prodotte dall’esposizione radiografica, influiscono sulle nostre cellule, sia modificando la struttura del DNA, sia provocando l’emissione di radicali liberi che possono produrre molecole dannose e favorire l’avvio di un processo cancerogeno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I tessuti dei bambini sono più sensibili alle radiazioni ionizzanti rispetto a quelli degli adulti, il loro sviluppo infatti rende le cellule più vulnerabili agli effetti nocivi alle onde radio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“È importante anche notare che il rischio di sviluppare il cancro a seguito di esposizione alle radiazioni ionizzanti dipende da vari fattori, tra cui la dose di radiazione ricevuta, l&#8217;età al momento dell&#8217;esposizione e la durata dell&#8217;esposizione stessa &#8211; </em>afferma <strong>Giuseppe Messina Odontostomatologo, Professore Associato Università San Raffaele Roma, Dipartimento di Promozione delle Scienze Umane e della Qualità della Vita </strong><em>&#8211; la relazione tra esposizione e insorgenza di tumori può variare notevolmente, con alcune neoplasie che si manifestano anni o decenni dopo l&#8217;esposizione. Ad esempio, il cancro alla tiroide è frequentemente associato all&#8217;esposizione a radiazioni, specialmente nei primi anni di vita”.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La rx tradizionale dovrebbe essere utilizzata, con parsimonia, soprattutto ed esclusivamente per patologie scheletriche. Purtroppo, anche nei pazienti pediatrici, molto spesso avvengono prescrizioni per patologie ad esempio morfologiche, articolari o che addirittura interessano I tessuti molli, che potrebbero essere certamente analizzate con sistemi scevri di rischio come ad esempio l’ecografia. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="294" class="wp-image-6013" style="width: 300px;" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/03/scansione-3D.jpg" alt="" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/03/scansione-3D.jpg 718w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/03/scansione-3D-300x294.jpg 300w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br></p>



<h2 class="wp-block-heading"><br> <strong>Quando quindi procedere con una radiografia? </strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Traumi</strong>: In caso di infortuni, può essere utile per la diagnosi differenziale (ad esempio per escludere e/o valutare l&#8217;entità di una frattura) </li>



<li><strong>Infezioni</strong>: Possono essere utilizzate per diagnosticare infezioni ossee (osteomielite) o polmonari (radiografie del torace). </li>



<li><strong>Anomalie congenite</strong>: In alcuni casi, le radiografie possono essere necessarie per identificare malformazioni scheletriche o altre anomalie presenti dalla nascita. </li>



<li><strong>Sistema stomatognatico</strong>: Le ortopantomografie possono essere utilizzate per valutare la morfologia e le eventuali patologie dei denti e delle strutture ossee. Si deve considerare l&#8217;età del paziente, evitando possibilmente la fascia d&#8217;età al di sotto dei 10/12 anni, o limitando l&#8217;esame RX ai casi realmente necessari. </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list"></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><br>È fondamentale che la decisione di eseguire una radiografia sia presa da un medico, che valuterà i benefici e i rischi dell&#8217;esame. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il contributo delle nuove tecnologie </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, grazie alla ricerca scientifica e tecnologica e non ultima all’introduzione dell’intelligenza artificiale, molti studi medici sia pubblici che privati, si stanno dotando di strumentazione diagnostica alternativa Spine 3D per l’analisi posturale, non invasiva e priva di radiazioni, basata su tecnologia Lidar (&#8220;light detection and ranging&#8221;).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Si tratta di </em><em>sistemi di scansione 3D </em><em>dell&#8217;intero corpo che sfruttano l&#8217;IA per identificare punti di riferimento e deformità muscolo- scheletriche senza l&#8217;uso di radiazioni dannose </em>&#8211; continua Giuseppe Messina <em>&#8211; Il processo di analisi inizia con l’acquisizione delle immagini tramite tecnologia LiDAR TOF. Il funzionamento delle camere 3D è simile all’eco-localizzazione dei pipistrelli, ma invece di un’onda sonora, si utilizza un fascio di luce a infrarossi che rimbalza sulla superficie e il cui ritorno viene catturato da un sensore”.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’IA esamina le immagini raccolte individuando punti di riferimento significativi come concavità, gibbosità della schiena e altre caratteristiche anatomiche di anche, ginocchia, caviglie e impronte pressorie dei piedi evidenziando così eventuali patologie.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tecnologie come questa risultano particolarmente utili in età pediatrica, nelle donne in gravidanza e per gli esami di follow-up che ripetuti nel tempo sottopongono i soggetti più fragili a radiazioni potenzialmente nocive se protratte a lungo.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/03/18/raggi-x-e-rischi-per-la-salute/"> Raggi X e rischi per la salute </a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2025/03/18/raggi-x-e-rischi-per-la-salute/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prevenzione del cancro del colon retto</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/03/06/prevenzione-del-cancro-del-colon-retto/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2025/03/06/prevenzione-del-cancro-del-colon-retto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 08:41:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=5927</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione di marzo mese della sensibilizzazione al tumore colorettale AIGO,<br />
associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri, ha redatto un<br />
vademecum con preziosi consigli per prevenire uno dei tumori più diffusi nella popolazione italiana. La ricerca scientifica, dal canto suo, prosegue nella sperimentazione di nuove soluzioni per la diagnosi precoce e terapie più efficaci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/03/06/prevenzione-del-cancro-del-colon-retto/">Prevenzione del cancro del colon retto</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il cancro del colon retto in Europa e in Italia è terzo il tumore negli uomini e il secondo nelle donne, con un aumento dei casi dovuto all’invecchiamento della popolazione e a fattori di rischio quali fumo, alcol, inattività fisica, obesità e alimentazione scorretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, si è purtroppo osservato <strong>un abbassamento dell&#8217;età di insorgenza </strong>di questa malattia, con un aumento delle diagnosi tra i giovani adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 2018 e il 2024 nel Regno Unito il cancro del colon-retto è in aumento del 26% negli uomini e del 36% nelle donne <strong>tra i 25 e i 49 anni </strong>e si stimano aumenti anche in alcuni paesi della UE compresa l’Italia*. Le raccomandazioni per lo screening del cancro al colon si stanno quindi evolvendo con alcune organizzazioni che ora consigliano di iniziare lo screening a partire dai 45 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si è in grado di individuare una causa specifica, ma probabilmente i fattori di rischio alimentari (eccessivo consumo di carne rossa lavorata) e comportamentali (sedentarietà e obesità) giocano in ruolo cruciale nell’insorgenza del tumore anche in giovane età. Il dato positivo riguarda la mortalità che è migliorata grazie ai programmi di screening che consentono di diagnosticare la malattia nelle prime fasi (probabilità di cura 90% nello stadio iniziale) e grazie al miglioramento dei trattamenti oncologici e chirurgici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le evidenze a favore dello screening e le campagne di sensibilizzazione, in Italia l’adesione all’invito a eseguire il test del sangue occulto fecale (FIT) si attesta intorno al 34%: maggiore al Nord (46%), intermedia al Centro (30%) e inferiore nel Sud e Isole (20%). Scarsa consapevolezza e reticenza nell&#8217;affrontare l&#8217;eventuale colonscopia, sono due dei fattori che limitano fortemente l&#8217;adesione allo screening.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione e la diagnosi precoce sono invece fattori chiave per ridurre ulteriormente l’incidenza e la mortalità dovuta a questo tumore così insidioso, per questo AIGO ha stilato un vademecum con semplici regole da seguire:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Dieta equilibrata</strong>: Consuma una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e legumi. Questi alimenti sono ricchi di fibre, che possono aiutare a mantenere la salute intestinale.</li>



<li><strong>Limitare carni rosse e lavorate</strong>: Riduci il consumo di carni rosse (manzo, maiale, agnello) e carni lavorate (salsicce, salumi), poiché sono state associate a un aumento del rischio di cancro al colon.</li>



<li><strong>Attività fisica</strong>: Mantieniti attivo con esercizio fisico regolare. L&#8217;attività fisica può contribuire a mantenere un peso sano e a ridurre il rischio di cancro.</li>



<li><strong>Controllo del peso</strong>: L&#8217;obesità è un fattore di rischio per molti tipi di cancro, incluso il cancro al colon.</li>



<li><strong>Limitare alcol e fumo</strong>: Riduci il consumo di alcol e smetti di fumare. Entrambi sono fattori di rischio noti per il cancro al colon e altri tipi di cancro.</li>



<li><strong>Screening regolare</strong>: Aderisci ai programmi di screening eseguendo la ricerca del sangue occulto fecale dopo i 50 anni e ripetilo ogni due anni, ma se è positivo fai la colonscopia.</li>



<li><strong>Consapevolezza dei sintomi</strong>: Presta attenzione a eventuali cambiamenti nelle abitudini intestinali, come diarrea persistente, stitichezza, o sangue nelle feci. Se noti qualcosa di anomala consulta un medico.</li>



<li><strong>Consultazione medica</strong>: Se hai una storia familiare di cancro al colon o condizioni come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn, parla con il tuo medico riguardo a strategie di screening e prevenzione specifiche</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo della ricerca scientifica</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi sono molti gli esami in fase di sviluppo che mirano a rilevare l&#8217;eventuale presenza dei tumori attraverso un prelievo di sangue. Il concetto di fondo è che qualsiasi tumore, quando si sviluppa, rilascia nel sangue tracce di Dna rilevabili. La sfida è capire se realmente quei frammenti di Dna appartengono al tumore e soprattutto a quale tipologia di neoplasia. Purtroppo, al momento i test effettuati hanno evidenziato un’ottima capacità di diagnosticare la presenza del tumore in circa l’80% dei pazienti, ma una scarsissima capacità (13%) nell&#8217;individuare le lesioni precancerose (polipi) che, se precocemente asportate, interrompono la progressione verso il tumore colorettale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono stati progressi significativi nello sviluppo di <strong>nuove terapie</strong>, tra cui farmaci mirati e <strong>immunoterapia, </strong>che hanno mostrato risultati promettenti soprattutto nel trattamento del cancro del colon in stadi avanzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, inoltre, <strong>l’approccio </strong>ai pazienti è diventato <strong>sempre più multidisciplinare, </strong>coinvolgendo oncologi, chirurghi, radiologi e nutrizionisti per fornire un trattamento più completo e <strong>personalizzato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">*<a href="http://www.webaigo.it">fonte</a> </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/03/06/prevenzione-del-cancro-del-colon-retto/">Prevenzione del cancro del colon retto</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2025/03/06/prevenzione-del-cancro-del-colon-retto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sindrome del tunnel carpale: in inverno peggiora!</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/01/22/sindrome-del-tunnel-carpale-in-inverno-peggiora/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2025/01/22/sindrome-del-tunnel-carpale-in-inverno-peggiora/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 14:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=5823</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia oltre 2 milioni di persone soffrono di questo disturbo che causa dolore e formicolii alla mano, sintomi che peggiorano nella stagione fredda. Dal professore Luca Russo ricercatore di Metodi e Didattiche delle Attività Motorie&#160;presso l&#8217;Università Telematica eCampus e docente in Ergonomia dell&#8217;Esercizio Fisico, alcuni preziosi consigli su come affrontare al meglio le temperature [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/01/22/sindrome-del-tunnel-carpale-in-inverno-peggiora/">Sindrome del tunnel carpale: in inverno peggiora!</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>In Italia oltre 2 milioni di persone soffrono di questo disturbo che causa dolore e formicolii alla mano, sintomi che peggiorano nella stagione fredda. Dal professore Luca Russo ricercatore di Metodi e Didattiche delle Attività Motorie&nbsp;presso l&#8217;Università Telematica eCampus e docente in Ergonomia dell&#8217;Esercizio Fisico, alcuni preziosi consigli su come affrontare al meglio le temperature più rigide e un focus sui nuovi approcci diagnostici.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tunnel carpale è uno stretto passaggio situato nel polso, attraverso il quale scorrono il nervo mediano e i tendini flessori delle dita. È delimitato dalle ossa carpali e dal legamento trasverso del carpo. <strong>Questa struttura anatomica</strong> gioca un ruolo cruciale nella funzionalità della mano, ma la sua conformazione anatomica <strong>la rende naturalmente suscettibile a compressioni nervose che generano la cosiddetta &#8220;sindrome del tunnel carpale</strong>&#8221; (STC).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia ne soffre circa il <strong>3-4%</strong> della popolazione adulta, con una <strong>frequenza maggiore nelle donne </strong>nella fascia tra i 40 e i 60 anni e più in generale in tutte le persone che svolgono lavori ripetitivi con le mani (l&#8217;uso del pc al primo posto), gli artigiani e chi pratica sport con sollecitazione del polso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti casi si assiste anche a una concausa connessa con gravidanza, diabete e artrite reumatoide.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/tunnel-carpale-cover-720x480-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="480" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/tunnel-carpale-cover-720x480-1.jpeg" alt="" class="wp-image-5824" style="width:838px;height:auto" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/tunnel-carpale-cover-720x480-1.jpeg 720w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/tunnel-carpale-cover-720x480-1-300x200.jpeg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il disturbo si manifesta con <strong>formicolii</strong> e <strong>intorpidimento</strong> alle prime tre dita della mano, ma in alcuni casi il <strong>dolore</strong> può estendersi anche all&#8217;avambraccio. Spesso i sintomi peggiorano di notte. A questi si aggiungono debolezza nella presa e difficoltà nei movimenti fini.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il freddo effettivamente può accentuare i sintomi a causa della vasocostrizione, che può aumentare la compressione del nervo</em> &#8211; Afferma Luca Russo &#8211; <em>a differenza di quello che comunemente si crede, però, gli sport invernali non sono necessariamente da evitare, ma è importante utilizzare guanti termici adeguati, eseguire esercizi di riscaldamento prima dell&#8217;attività e fare pause regolari&#8221;.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre utile massaggiare delicatamente le mani per stimolare la circolazione ed evitare posizioni del polso forzate per lunghi periodi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>inquadramento</strong> della sindrome del tunnel carpale si basa solitamente su una combinazione di valutazione clinica e test strumentali. L&#8217;esame fisico prevede lo studio della sensibilità, della forza e dei riflessi della mano. È poi possibile ricorrere a esami strumentali quali elettromiografia e ecografia o risonanza magnetica del polso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un approccio innovativo e tecnologicamente avanzato per la diagnosi e lo studio della STC è ora rappresentato dalla </em><strong><em>valutazione biomeccanica</em></strong> &#8211; prosegue il dottor Russo &#8211; <em>ossia di </em><strong><em>un&#8217;analisi scientifica e sistematica del movimento umano</em></strong><em> che mira a studiare le forze interne ed esterne che agiscono sul corpo e come queste influenzano la mobilità.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, <strong>i sensori inerziali</strong> rappresentano uno strumento all&#8217;avanguardia e non invasivo per la valutazione biomeccanica del polso nella STC. Questi <strong>dispositivi miniaturizzati</strong> sono in grado di fornire dati precisi sui movimenti articolari, garantendo un <strong>approccio oggettivo per la diagnosi precoce, il monitoraggio e la prevenzione</strong> di questa condizione, nonché per la gestione della fase di riabilitazione in caso di intervento chirurgico.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/Tunnel-carpale-Valutazione-Biomeccanica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="903" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/Tunnel-carpale-Valutazione-Biomeccanica.jpg" alt="" class="wp-image-5826" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/Tunnel-carpale-Valutazione-Biomeccanica.jpg 1600w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/Tunnel-carpale-Valutazione-Biomeccanica-300x169.jpg 300w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/Tunnel-carpale-Valutazione-Biomeccanica-1024x578.jpg 1024w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/Tunnel-carpale-Valutazione-Biomeccanica-768x433.jpg 768w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2025/01/Tunnel-carpale-Valutazione-Biomeccanica-1536x867.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il trattamento</strong> della sindrome del tunnel carpale può essere infatti di due tipologie: <strong>conservativo o chirurgico</strong>. La scelta dipende dalla gravità dei sintomi ma soprattutto dalla risposta ai trattamenti conservativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I trattamenti conservativi possono essere riassunti principalmente in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Riposo e immobilizzazione del polso</li>



<li>Terapia fisica e esercizi di stretching</li>



<li>Farmaci antinfiammatori</li>



<li>Iniezioni di corticosteroidi</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il trattamento chirurgico invece prevede una decompressione del tunnel carpale, solitamente mediante attraverso tecnica endoscopica o a cielo aperto. A posteriori dell&#8217;intervento chirurgico segue solitamente un periodo di riabilitazione volto a recuperare la funzione persa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per concludere è giusto ricordare che esistono delle strategie e dei semplici accorgimenti per prevenire l&#8217;insorgenza della patologia: <em>&#8220;Per prima cosa è importante </em><strong><em>mantenere una postura corretta mentre si lavora</em></strong><em>, specialmente se si trascorrono molte ore al computer, assicurandosi che il monitor sia all&#8217;altezza degli occhi e che le spalle siano rilassate. È una buona idea utilizzare una tastiera e un mouse ergonomici e regolare l&#8217;altezza della sedia e del tavolo in modo che i polsi siano in posizione neutra.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fare </em><strong><em>pause brevi</em></strong><em> ogni 30-60 ed eseguire esercizi di </em><strong><em>stretching</em></strong><em> per le mani e i polsi è utile per migliorare la flessibilità e ridurre la tensione.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>È inoltre possibile considerare </em><strong><em>l&#8217;uso di tutori o supporti per il polso</em></strong><em>, specialmente durante la notte o durante attività che richiedono un uso prolungato delle mani</em>&#8220;. Conclude il professore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/01/22/sindrome-del-tunnel-carpale-in-inverno-peggiora/">Sindrome del tunnel carpale: in inverno peggiora!</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2025/01/22/sindrome-del-tunnel-carpale-in-inverno-peggiora/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Calcoli biliari: come prevenirli e quando trattarli.</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2024/07/04/calcoli-biliari-come-prevenirli-e-quando-trattarli/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2024/07/04/calcoli-biliari-come-prevenirli-e-quando-trattarli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 10:14:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=5318</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le indicazioni degli specialisti dell&#8217;Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri (AIGO) per chi soffre di calcoli biliari per affrontare l&#8217;estate senza peggiorare la propria condizione, con le accortezze da osservare a tavola. Una patologia diffusa in particolare fra le donne tra i 30 e i 50 anni. I calcoli biliari sono un problema molto comune, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2024/07/04/calcoli-biliari-come-prevenirli-e-quando-trattarli/">Calcoli biliari: come prevenirli e quando trattarli.</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Le indicazioni degli specialisti dell&#8217;Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri (AIGO) per chi soffre di calcoli biliari per affrontare l&#8217;estate senza peggiorare la propria condizione, con le accortezze da osservare a tavola. Una patologia diffusa in particolare fra le donne tra i 30 e i 50 anni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">I calcoli<strong> biliari </strong>sono un problema molto comune, soprattutto fra le donne. Nell’<strong>80% </strong>circa dei casi non danno sintomi, tuttavia, se iniziano a muoversi o rimangono bloccati nelle vie biliari, possono causare dolore o gravi complicanze. Una delle conseguenze più frequenti è la <strong>colica biliare,</strong> caratterizzata da un improvviso dolore in regione addominale superiore destra, con nausea e o vomito, associati o meno ad alterazione di alcuni parametri ematici.</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-antonini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="870" height="1024" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-antonini-870x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5320" style="width:279px;height:auto" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-antonini-870x1024.jpg 870w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-antonini-255x300.jpg 255w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-antonini-768x903.jpg 768w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-antonini.jpg 1100w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Una volta che i calcoli hanno causato sintomi è probabile che questi continuino a manifestarsi</em>. &#8211; esordisce il dottor <strong>Filippo Antonini, Consigliere Nazionale AIGO e Direttore dell’U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Interventistica di Ascoli Piceno (AP), Marche.</strong> &#8211;<em>Se un calcolo rimane bloccato nelle vie biliari, possono verificarsi infiammazioni o infezioni locali (colangite) o del pancreas (pancreatite), e in questi casi il paziente può presentare anche ittero. Si tratta di situazioni che rendono spesso necessario un ricovero ospedaliero&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">I calcoli biliari (colelitiasi) sono sedimenti di bile induriti che si formano nella <strong>colecisti</strong>, o cistifellea, e nei dotti biliari nei pazienti che hanno un eccesso di uno dei componenti principali della bile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Esistono </em><strong><em>due tipi di calcoli biliari</em></strong>: &#8211; spiega il medico &#8211; <strong><em>i calcoli di colesterolo</em></strong><em>, più frequenti, di colore giallastro/verde, costituiti principalmente da colesterolo solidificato, e </em><strong><em>i calcoli&nbsp;pigmentati</em></strong><em>, costituiti da bilirubina, più piccoli e più scuri. Si possono avere calcoli in ogni tratto delle vie biliari e in numero e dimensioni molto variabili. Nella maggior parte dei casi si riscontrano nella colecisti, una &#8220;sacchetta&#8221; che raccoglie la bile prodotta dal fegato e poi la rilascia in maniera intelligente, in risposta all&#8217;assunzione di cibo. La bile viene poi trasportata nell’intestino attraverso le vie biliari, il cui ultimo tratto si chiama coledoco, dove contribuirà alla digestione degli alimenti, soprattutto dei grassi&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ridurre il rischio complessivoderivante dalla formazione di calcoli biliari, è opportuno diminuire il livello di<strong> colesterolo</strong> nella dieta, evitare il <strong>sovrappeso </strong>ma anche un dimagrimento repentino che favorisce lo sviluppo di calcoli. Ma non solo: lunghi periodi di digiuno o una dieta eccessivamente carente di grassi riducono la motilità della colecisti favorendo il ristagno di bile con conseguente rischio di formazione di calcoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono inoltre dei <strong>fattori di rischio</strong> specifici per i calcoli biliari. Le<strong> donne</strong>, più frequentemente colpite in età fra i 30 e i 50 anni, hanno tre volte di più la probabilità di svilupparli rispetto agli uomini che ne soffrono soprattutto dopo i 60 anni. Incidono poi anche <strong>la familiarità, le gravidanze, la dislipidemia, il diabete mellito e la terapia estrogenica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la <strong>diagnosi</strong> si effettuano esami del sangue e test di immagine. <em>&#8220;Spesso l&#8217;ecografia addominale evidenzia calcoli all&#8217;interno della colecisti,</em> &#8211; continua il dottor Antonini &#8211; <em>ma se un calcolo fosse bloccato in un altro tratto dell’albero biliare, potrebbe essere necessario eseguire una particolare risonanza magnetica (colangio-risonanza magnetica) o un particolare esame endoscopico (ecoendoscopia). Il </em><strong><em>trattamento</em></strong><em> è necessario quando i calcoli causano un blocco nelle vie biliari che molto probabilmente tenderà a ripetersi nel tempo; in questi casi è indicata la rimozione chirurgica della colecisti, salvo in alcuni pazienti fragili dove si preferiscono trattamenti alternativi, come il drenaggio della colecisti, eseguito per via percutanea esterna dai radiologi interventisti o per via ecoendoscopica interna da gastroenterologi specializzati in queste procedure. Se i calcoli poi sono migrati dalla colecisti alle vie biliari, la colecistectomia non basta ed è necessario un intervento endoscopico per la loro rimozione (colangiopancreatografia retrograda endoscopica)&#8221;</em><em>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la rimozione chirurgica la situazione va generalmente a risolversi salvo in alcuni casi in cui si possono sviluppare reflusso gastrico di bile o episodi di diarrea, a causa della bile che scorre continuamente verso l&#8217;intestino. &#8220;<em>In questi casi, i gastroenterologi suggeriscono farmaci che riducono questi sintomi, chiamati &#8220;farmaci sequestranti gli acidi biliari&#8221; o farmaci per ridurre il reflusso gastrico di bile. Purtroppo, anche dopo aver tolto la colecisti i calcoli, negli anni, possono riformarsi nelle vie biliari residue&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>estate</strong>, in molti casi, potrebbe essere un momento critico per chi ne soffre: vengono però in aiuto alcune raccomandazioni dall&#8217;Aigo, da osservare soprattutto a tavola, per non aggravare questa condizione. <em>&#8220;L&#8217;aumento delle temperature estive ed il conseguente rischio di disidratazione </em>&#8211; riferisce infatti Antonini &#8211; <em>possono causare molti disturbi importanti, tra cui proprio un aumentato rischio di calcoli biliari. La disidratazione infatti può favorire la precipitazione del colesterolo che è in parte causa della formazione dei calcoli. Per questo motivo, è opportuno prediligere un’alimentazione con </em><strong><em>alimenti ricchi di acqua</em></strong><em> come frutta, verdure e ortaggi&#8221;.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/Tabella-consigli-alimentari-.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="755" height="429" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/Tabella-consigli-alimentari-.png" alt="" class="wp-image-5319" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/Tabella-consigli-alimentari-.png 755w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2024/07/Tabella-consigli-alimentari--300x170.png 300w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2024/07/04/calcoli-biliari-come-prevenirli-e-quando-trattarli/">Calcoli biliari: come prevenirli e quando trattarli.</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2024/07/04/calcoli-biliari-come-prevenirli-e-quando-trattarli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli occhi dei bambini</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2024/03/26/occhi-bambini/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2024/03/26/occhi-bambini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 17:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[guidacompleta]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[oculistica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=4534</guid>

					<description><![CDATA[<p>La prima guida completa sulla salute visiva dei più piccoli Un libro semplice e completo al tempo stesso per parlare di un tema vasto, complesso e tuttora poco divulgato: la vista dei più piccoli. Il 9 aprile esce &#8220;Gli occhi dei bambini&#8221;, la prima guida completa sulla salute visiva nell&#8217;infanzia che unisce teoria e pratica, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2024/03/26/occhi-bambini/">Gli occhi dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La prima guida completa <strong>sulla salute visiva dei più piccoli</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading"><em><strong>Un libro semplice e completo al tempo stesso per parlare di un tema vasto, complesso e tuttora poco divulgato: la vista dei più piccoli. Il 9 aprile esce &#8220;Gli occhi dei bambini&#8221;, la prima guida completa sulla salute visiva nell&#8217;infanzia che unisce teoria e pratica, rispondendo a dubbi e domande comuni.</strong></em></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso gli occhi, i bambini imparano a conoscere il mondo che li circonda. Tuttavia la vista non è una capacità innata: da scarsa alla nascita, matura nei primi 6-8 anni di vita influenzando la postura, l’apprendimento, l’attenzione, la capacità di lettura, il rendimento scolastico e sportivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa potrebbe accadere se qualcosa ne ostacolasse lo sviluppo? E come potrebbe accorgersene un genitore? Quando rivolgersi a un oculista? È possibile fare prevenzione?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a></a><strong><em>&#8220;Gli occhi dei bambini&#8221;</em></strong> risponde a queste e molte altre domande approfondendo argomenti di diffuso interesse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li> La <strong>visita oculistica</strong>: come preparare il bambino e fare le domande giuste al medico.</li>



<li> I <strong>problemi più comuni </strong>(miopia, ipermetropia, astigmatismo, pseudostrabismo, epicanto, ambliopia, daltonismo).</li>



<li><strong>Gli occhiali</strong>: come sceglierli e indossarli correttamente.</li>



<li>Il <strong>primo soccorso </strong>e la prevenzione: tutte le buone pratiche e i consigli utili per i piccoli incidenti quotidiani.</li>



<li>I rischi dei <strong>digital device </strong>e come gestirli con il proprio piccolo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le autrici</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Enrica Ferrazzi,</strong> varesina, esperta in comunicazione, scrittrice. Dopo aver vissuto le problematiche visive di sua figlia Elisa, ha fondato <strong>Progetto Elisa</strong> (<strong>@occhideibimbi)</strong> per fare divulgazione ed essere di aiuto ad altri genitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Maria Antonietta Stocchino</strong>, oculista a Cagliari, fornisce indicazioni precise per rassicurare da ansie e timori, specie in caso di percorsi terapeutici lunghi e stressanti per il piccolo e i suoi familiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Mi sono sempre considerata &#8211;</em> racconta Enrica &#8211; <em>una mamma attenta e premurosa, che anteponeva a tutto il benessere della propria figlia. Ma quel giorno di aprile di 20 anni fa ho scoperto che avevo sbagliato qualcosa»&#8230;Inizia così, in un tempo lontano, la genesi di questo libro, scritto a quattro mani con una cara amica oculista, Maria Stocchino. Due mamme unite per parlare di salute visiva nei bambini, perché altri genitori non abbiamo a dover affrontare oggi quello che è successo a me e a mia figlia Elisa tanti anni fa. Dall’informazione nasce la prevenzione e la salute dei nostri figli&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema è di stretta attualità:<strong> dai dati del progetto Sight for Kids nato nel 2008 dalla collaborazione di Progetto Elisa col Lions Club International </strong>per effettuare screening visivi precoci, sono emersi dati allarmanti: il 20% degli oltre 130mila bambini esaminati necessita di un approfondimento oculistico, e il 5% di loro in tempi brevi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La community @occhideibimbi</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La community @occhideibimbi</strong> è diventata quindi un autorevole punto di riferimento e vanta la collaborazione di oculisti, ortottisti, optometristi, contattologi, educatori, psicologi, psicoterapeuti, pediatri, logopedisti e anche specialisti della nutrizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra questi, due famosi professionisti presenti nel libro con preziosi contributi: il Professor <strong>Paolo Nucci</strong>, Presidente della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo e <strong>Carla Tomasini</strong>, la più famosa pediatra influencer d’Italia (@<strong>PediatraCarla)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro, edito da <strong>Sonda</strong>, sarà disponibile in pre-order <a href="https://amzn.to/4970RFL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su Amazon</a> dal 2 aprile e dal 9 aprile online e in tutte le librerie italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà presentato poi con un <em>press-tour</em> nelle principali città d&#8217;Italia durante il 2024 con un calendario che già vede <strong>tappe ufficiali Cagliari il 27 aprile poi Torino l&#8217;11 maggio</strong> in occasione del <strong>Salone del Libro</strong> quindi Milano, Roma e altre città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà l&#8217;occasione perfetta per le decine di migliaia di genitori che seguono con affetto <strong>@occhideibimbi</strong> per conoscere di persona i loro abituali interlocutori e per un &#8220;firmacopie&#8221; con dedica delle autrici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2024/03/26/occhi-bambini/">Gli occhi dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2024/03/26/occhi-bambini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>POST VACATION BLUES: la sindrome da rientro dalle vacanze</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2023/08/30/post-vacation-blues/</link>
					<comments>https://www.salute-e.it/2023/08/30/post-vacation-blues/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Piovesana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 13:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[rientro vacanze sport]]></category>
		<category><![CDATA[vacationblues]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=3415</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ansia, tristezza, nervosismo e stanchezza: finite le vacanze si torna a casa, alle consuete attività<br />
famigliari e lavorative; sempre più persone sono vittime del "post vacation blues” la sindrome da<br />
rientro. Dagli esperti ecco i consigli per contrastarla con esercizi mirati di movimento attivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2023/08/30/post-vacation-blues/">POST VACATION BLUES: la sindrome da rientro dalle vacanze</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"> I consigli per sconfiggerla con l’attività fisica.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ansia, tristezza, nervosismo e stanchezza: finite le vacanze si torna a casa, alle consuete attività<br>famigliari e lavorative; sempre più persone sono vittime del &#8220;post vacation blues” la sindrome da<br>rientro. Dagli esperti ecco i consigli per contrastarla con esercizi mirati di movimento attivo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Roma, settembre 2023</em> &#8211; &#8220;Post vacation blues” o sindrome da rientro: è la risposta psico-fisica che<br>sopraggiunge al ritorno alla quotidianità, fatta di lavoro ma anche di impegni familiari quindi<br>responsabilità, orari predefiniti, ritmi incalzanti, preoccupazioni e doveri, diversa dai ritmi rilassati<br>della vacanza che ci siamo appena lasciati alle spalle.<br>Sintomi di per sè comuni come apatia, mancanza di concentrazione e malumore che si traducono<br>sul lato fisico in irritabilità, cefalea, insonnia o problemi digestivi che durano solitamente qualche<br>giorno, ma che condizionano non poco fisico e umore e anche la prestazione in ufficio, e che<br>potrebbero tingere di grigio anche le settimane e i mesi a venire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che emozioni, stress e malessere fisico siano condizionati dalle nostre azioni e viceversa del resto<br>lo dice la scienza.<br><em>&#8220;Ci sono già diversi studi in tal senso.</em> &#8211; conferma <strong>Marco Iosa Professore al Dipartimento di<br>Psicologia dell’Università Sapienza di Roma e Responsabile dello SMART Lab dell’ Ospedale<br>IRCCS Fondazione Santa Lucia </strong>&#8211;<em> Il legame corpo-mente è complesso e in un approccio<br>biopsicosociale, come quello suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, bisogna<br>considerare le modifiche biologiche indotte dall’attività fisica a livello sia del sistema nervoso centrale<br>che degli altri sistemi, lo sviluppo di competenze e l’interazione sociale che spesso l’attività fisica<br>porta con sé.</em></p>



<figure class="wp-block-image alignright size-full"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/08/peperone-crusco-400-×-300-px.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="300" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/08/peperone-crusco-400-×-300-px.jpg" alt="" class="wp-image-3417" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/08/peperone-crusco-400-×-300-px.jpg 400w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/08/peperone-crusco-400-×-300-px-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Chi svolge un lavoro sedentario o l’home-working spesso risulta maggiormente colpito da stress<br>ed esaurimento emotivo e questo suggerisce una maggiore necessità di attività fisica,<br>possibilmente svolta con altre persone e in modo intenso almeno una volta a settimana,<br>preferibilmente all&#8217;aperto, a contatto con la Natura, in un contesto esteticamente gradevole e<br>stimolante a livello sensoriale, percettivo, cognitivo ed anche motorio&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Su questo fronte In Italia sono in corso degli importanti studi sull’embodimetria: sulla scia dei<br>numerosi test effettuati da Andrea Chellini Bodyworker del Movimento, su atleti, sportivi,<br>manager di azienda e in generale su persone con problematiche legate a forti stati di ansia, sono<br>ora disponibili numerosi dati sulla correlazione mente e corpo tra emozioni e reazioni fisiche, che<br>confermano quanto lo stress emotivo si traduca in un diffuso malessere fisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’embodimetria studia il sistema nervoso periferico, con l&#8217;obiettivo di ripristinare la sincronia tra<br>corpo e mente e superare così stress e stati d&#8217;ansia”. &#8211; afferma Andrea Chellini: “Misurando le<br>emozioni provate durante la giornata (felicità, tristezza, frustrazione, rabbia, delusione) si arriva a<br>identificare i valori dell&#8217;energia trattenuta o sprigionata nel corpo a causa di queste sensazioni.<br>Attraverso il movimento attivo e semplici esercizi da svolgere anche in ufficio è possibile<br>ottenere un rapido ed efficace riequilibrio delle emozioni di base e superare così stress e stati d’ansia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’embodimetria prevede un approccio personalizzato su ogni singolo individuo, ma grazie ai test<br>effettuati su un campione di oltre 500 soggetti, con una strumentazione tecnologicamente<br>avanzata disponibile nei lab di Embodimetria in tutta Italia, è comunque possibile indicare esercizi<br>e buone pratiche in grado di rendere meno traumatico il rientro in ufficio. &#8220;Bastano 5 minuti<br>giornalieri e sono esercizi semplici, che si possono eseguire in ogni ambiente: casa, ufficio, mezzi<br>di trasporto” aggiunge Andrea Chellini</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Respirazione del coccodrillo: </strong>consiste nella respirazione profonda sia in escursione<br>diaframmatica (muscolo della respirazione), che in ambito di influenza emotiva. Respirare<br>con un ritmo trifasico dal naso, con pausa intermedia, ci consente di coinvolgere la parte del<br>sistema nervoso che regola e media lo stress e l’ansia. Ripetere i cicli per 10-20 volte che<br>consistono in 1’.30” – 3’. La posizione da assumere, se possibile è sdraiato prono a terra,<br>mani sotto la fronte. Altrimenti seduto o in piedi con la posizione di up-right che è specificata<br>nel punto 2.</li>



<li><strong>Up-right:</strong> posizione di postura antigravitaria che consente di scaricare a terra le energie<br>incamerate. Assumere posizione eretta. Il mento arretra come un cassetto che si chiude. La<br>parte posteriore apicale della testa preme verso il soffitto, come se ci stessimo<br>autoallungando. Le ginocchia si sbloccano, piegandosi leggermente. Si avvertirà da subito<br>una diversa pressione dei piedi a terra e un cambiato modo di respirare, più in linea verso il<br>centro dei piedi. Mantenere la posizione respirando lentamente e guardando davanti.</li>



<li><strong>Camminare</strong> quanto possibile, all’aria aperta facendo focus sulla respirazione in<br>coordinazione con il passo. Porre l’attenzione sugli atti di inspirazione ed espirazione che<br>devono essere contati entrambe. Contare 3 in inspirazione, contare 3 in espirazione.<br>Coordinare il movimento di braccia e gambe con il respiro e immaginare di sintonizzarli come<br>se si fosse su una barca nel mare: nel momento in cui inspiro la barca cavalca l’onda e<br>muovo 3 passi, nel momento in cui espiro la barca scende l’onda e muovo gli altri 3 passi</li>
</ol>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2023/08/30/post-vacation-blues/">POST VACATION BLUES: la sindrome da rientro dalle vacanze</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.salute-e.it/2023/08/30/post-vacation-blues/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
