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		<title>La pelle parla: gli aspetti psicologici delle malattie cutanee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella De Simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2023 07:31:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[dermatiti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pelle (l’epidermide) rappresenta l’organo con la superficie maggiore, uno delle prime cose a formarsi nell’utero materno insieme al cuore. Basti considerare che il primo senso a svilupparsi è proprio il tatto; la sensibilità tattile viene acquisita tra la settima e la nona settimana di gravidanza tramite recettori particolari situati nella membrana basale dell’epidermide e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>pelle</strong> (l’epidermide) rappresenta l’organo con la superficie maggiore, uno delle prime cose a formarsi nell’utero materno insieme al cuore. Basti considerare che il primo senso a svilupparsi è proprio il <strong>tatto</strong>; la sensibilità tattile viene acquisita tra la settima e la nona settimana di gravidanza tramite recettori particolari situati nella membrana basale dell’epidermide e le vie nervose che da questi trasmettono l’informazione fino al midollo spinale e ai centri del cervello.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>piacere</strong> <strong>tattile</strong> è il primo ad essere sperimentato nella vita fetale, attraverso il liquido amniotico, e nelle primissime ore di vita, tramite il <strong>contatto</strong> <strong>corporeo</strong> con il corpo della mamma e del papà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pelle, inoltre, rappresenta un <strong>organo di senso</strong> che percepisce stimoli multipli e di natura diversa: la temperatura (il caldo e il freddo), il dolore, la pressione, ecc. È un organo che secerne ed elimina, respira, mantiene il tono, stimola la respirazione, la digestione, la circolazione, l’escrezione e la riproduzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le numerose funzioni fisiche della cute sono affiancate da aspetti e funzioni relazionali e psicologici. Pensiamo che nel linguaggio comune, la pelle assume significati diversi ed interessanti: “<em>lasciarci la pelle</em>”, “<em>amici per la pelle</em>”, “<em>avere i nervi a fior di pelle</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contatto fisico è il primo modo attraverso il quale il bebè dialoga alla nascita. Il <strong>contatto madre-bambino</strong> ha un’importanza fondamentale per lo sviluppo psichico. La vicinanza e il calore sono la prima forma di soddisfacimento dei bisogni infantili. Tramite questa relazione la pelle assumerà il ruolo di contenitore, la protezione tra ciò che è interno da ciò che è esterno. Grazie ad attenzioni e cure, come il tenere in braccio, lavare, accarezzare e coccolare, che il bebè acquisisce la percezione soggettiva della propria pelle, utile a garantire l’integrità dell’involucro psicocorporeo contro le angosce e le paure. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La pelle, quindi, rappresenta il confine della sfera individuale ma allo stesso tempo lo strumento che ci permette di entrare in contatto con il mondo esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle funzioni principali della pelle è quella <strong>comunicativa</strong>, parla senza l’utilizzo del linguaggio verbale. La cute può esprimere messaggi di disagio, esibizionismo, emozioni di amore e felicità, interesse ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quest’ottica, la pelle comunica anche ciò che non va, difficoltà e dolori della persona. La pelle può <strong>esprimere condizioni emotive</strong>, che l’Io non riesce ad esprimere verbalmente, attraverso pallori, rossori, desquamazioni ecc. Alcuni esempi sono l’alopecia, attraverso la caduta dei peli/capelli, l’acne, la dermatite, la psoriasi ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le malattie cutanee creano <strong>difficoltà, vergogna e imbarazzo</strong>. Per tale motivo utilizziamo dei farmaci per ridurre i sintomi e allontanare il disturbo. Ciò è assolutamente comprensibile e utile ma, allo stesso tempo, è estremamente importante “ascoltare il disturbo” per comprendere ciò che ci sta comunicando, agendo poi su quel problema più profondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo, ad esempio, osservare delle difficoltà relazionali, probabilmente associate ad un rapporto infantile non sano o assente; ancora, possiamo riscontrare delle carenze personali, una bassa autostima; può emergere un bisogno di cambiare, mutare (come avviene nella psoriasi con la pelle che desquama).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quest’ottica, possiamo individuare <strong>atteggiamenti che aiutano</strong> la nostra pelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>eccesso di diplomazia</strong> crea malessere poiché non ci si espone veramente, nelle relazioni sociali si utilizza il silenzio e la diplomazia. Questo implica due cose: non mostrarsi veramente per quello che si è o, anche, il sorgere di malintesi e fraintendimenti poiché non c’è spontaneità. Inoltre, la persona trattiene cose che dovrebbero essere comunicate, finendo in relazioni dove si è intrappolati in mezze verità o anche in relazioni dove non vi è una vera e propria intimità. Il non detto si accumula sulla pelle, che lo esprime <strong>“irritandosi”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vivere pienamente le nostre emozioni</strong>, senza paura di essere giudicati o di non piacere agli altri, porterà la pelle a non innescare nessuna reazione. Un conflitto interno, tra dire e non dire, implicherà la comunicazione di ciò attraverso la pelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imparare ad <strong>accettare l’incertezza e il cambiamento</strong>. Tutti, chi più chi meno, viviamo cambiamenti più o meno profondi, situazioni in cui prendere delle decisioni, mutamenti che ci fanno acquisire cose ma perderne altre. Le situazioni e i momenti di passaggio, quindi, sono periodi in cui avvengono anche delle trasformazioni psicologiche e, nei casi in cui emergono difficoltà a lasciare le vecchie realtà, la pelle esprimerà ciò attraverso delle manifestazioni sintomatiche. Il cambiamento, quindi, può trasformarci attraverso una crescita personale quando lo viviamo con resilienza, con positività e costruttività. Al contrario, il cambiamento può deformarci attraverso malattie cutanee quando lo subiamo in forma passiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dire, quindi, che nelle manifestazioni cutanee è fondamentale una presa in carico medica, con conseguenti cure farmacologiche, ma anche un <strong>intervento psicologico</strong>, che possa aiutare a comprendere ciò che la pelle ci vuole comunicare attraverso i sintomi.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#c1a5cf" class="has-inline-color">La storia di Manuel</mark></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Manuel è un giovane uomo di bell’aspetto, manager d’azienda e compagno di Valentina da più di 10 anni. Arriva in terapia perché riscontra molti sbalzi di umori e difficoltà a vivere la vita a causa della forte dermatite atopica di cui soffre. In cura farmacologica da diverso tempo, ha ottenuto molti risultati ma, nei momenti di maggiore stress, i sintomi si acuiscono. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal suo racconto di vita emerge una storia molto dolorosa: Manuel ha perso la mamma al momento della nascita, crescendo poi con i nonni poiché il padre era spesso assente; ricorda pochi momenti con lui. Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza non sono stati semplici, era spesso isolato e non aveva tanti amici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò è stato fonte di sofferenza per molto tempo, finché non ha conosciuto Valentina. Lei è una delle poche persone con cui ha un rapporto intimo e trasparente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>Il lavoro con Manuel si è sviluppato principalmente sull’area relazionale, dal non rapporto con la mamma (l’assenza di quel contatto originario), all’assenza di amici poi, alla difficoltà di entrare in intimità e alla preoccupazione connessa di non piacere all’altro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.salute-e.it/2023/07/22/intervista-al-prof-giuseppe-argenziano/">Leggi l&#8217;intervista al Prof. Argenziano sulle dermatiti.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2023/08/05/la-pelle-parla-gli-aspetti-psicologici-delle-malattie-cutanee/">La pelle parla: gli aspetti psicologici delle malattie cutanee</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
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