Sport e Forma Fisica

Scherma: pazienza e determinazione Sandro e Valerio Cuomo si raccontano

Lo sport come fattore di benessere psico-fisico e potente antidoto all’alienazione da social

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La scherma è tra gli sport che ha maggiormente contribuito al prestigio internazionale dello sport italiano. Sono, infatti, 130 le medaglie olimpiche conquistate fino alle ultime Olimpiadi di Tokyo 2020, disputatesi, causa covid, nell’estate 2021.

Il campione olimpico di scherma Sandro Cuomo è pronto a festeggiare il suo sessantesimo compleanno dopo una vita trascorsa in pedana prima da atleta, disputando tra gli altri 4 Olimpiadi e conquistando ad Atlanta nel 1996 l’oro a squadre, poi in veste di allenatore e dirigente federale. Sandro Cuomo non ha esitazioni nell’affermare che il suo più importante successo in veste di preparatore sia stato la vittoria del bronzo della squadra femminile, la prima nella storia italiana della scherma, nel 2009 – “un obiettivo che come Federazione coltivavamo da tempo. Come atleta, invece – ha dichiarato – il successo più importante per me è stato la mia seconda Coppa del mondo nel 1998, anno in cui è nato mio figlio Valerio”. Il giovane ventiquatrenne, seguendo la scia paterna, è reduce da due importanti successi: l’oro nella Coppa del mondo a Sochi, lo scorso febbraio e l’argento ai Giochi del Mediterraneo di luglio, in Algeria. “Dopo la pausa estiva ho ripreso gli allenamenti in vista delle prossime gare. Voglio iniziare la stagione nel migliore dei modi per ottenere una buona posizione nel ranking italiano e affrontare le prossime gare di coppa del mondo al meglio, ha dichiarato Valerio aggiungendo – “la vittoria e l’esperienza dei Giochi del Mediterraneo mi hanno dato una grande carica forse anche perché è una manifestazione che somiglia molto alle Olimpiadi. In Algeria tutti gli abitanti del luogo sono venuti a vedere le nostre gare, è stato molto emozionante, eravamo trattati come eroi nazionali e la vittoria conquistata mi è piaciuta molto, certo dispiace aver perso l’oro per una manciata di stoccate”.

I due schermidori napoletani, padre e figlio, sono uniti dall’amore per la scherma, della buona cucina e in particolare per gli spaghetti e per curare la propria salute non si risparmiano nel praticare le più svariate attività sportive.

“Oltre alla scherma mi piace giocare a calcio con gli amici, ma anche fare tuffi, la vela, ogni giorno lascio che mi regali un nuovo sport” racconta Valerio, e Sandro aggiunge “Qualsiasi attività sportiva sono pronto a praticarla perché stare fermo, con le mani in mano non è proprio nelle mie corde”. Sandro e Valerio sono concordi nell’affermare che la rinuncia più grande per amore della spada sono la socialità e gli amici. “Ero spesso in viaggio e i tanti impegni da sostenere non sempre mi hanno consentito di poter scegliere gli amici – ha aggiunto Sandro Cuomo – ma sono stato fortunato perché ho avuto un buon gruppo durante il mio percorso sportivo.”

Sandro e Valerio sono certi che lo sport possa ritenersi un valido alleato per aiutare i giovani a gestire il tempo da dedicare ai social in quanto ha degli orari ed un programma da rispettare. “Il tempo trascorso con in mano un telefonino è un tempo che nessuno ti restituisce e potrebbe essere capitalizzato per fare altro, valorizzare un talento che altrimenti resta sopito.” Ha dichiarato Sandro Cuomo, che ha poi aggiunto: “Naturalmente i social sono una realtà importante, ma non bisogna rimanerne vittima. Va fortificata la socializzazione reale e lo sport può essere di aiuto. Occorre imparare a gestire con intelligenza la parte social della propria vita alternandola con attività sportive e socialità vera”. Certo sarebbe opportuno che le Istituzioni competenti investissero di più in questo e in altri sport considerati minori, infatti ha sostenuto Valerio “pur riconoscendo che la scherma abbia un regolamento non facile, trovo assurdo che per trovare una palestra per far allenare i giovani spadisti si incontrino tante difficoltà.” Sandro Cuomo, intervenendo sull’argomento ha dichiarato: “Manca la cultura della comunicazione che non dà il giusto risalto alle vittorie e ai risultati importanti che si raggiungono nella scherma e in altri sport considerati minori, in quanto segue le leggi di mercato, mentre dovrebbe, come accade negli altri paesi, svolgere il ruolo di informare ed educare perché tutti gli sport hanno un ruolo di rilievo per il benessere psicofisico”.

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