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Nuove prospettive per contrastare la persistenza del papilloma virus

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Tra le infezioni sessualmente trasmissibili, quella da Papilloma virus (HPV) è una delle più diffuse al mondo. Parallelamente ai programmi di prevenzione primaria e secondaria, si aprono nuovi scenari terapeutici per contrastare in maniera efficace la persistenza del virus. Ne abbiamo parlato con il professor Vittorio Unfer, specialista e docente di Ginecologia e Ostetricia all’Università UniCamillus di Roma.

Napoli, 26 maggio 2023 – “L’infezione da papilloma virus umano (HPV) – racconta il ginecologo Vittorio Unfer – è l’infezione sessuale più diffusa a livello mondiale in entrambi i sessi. Infatti, oltre ad essere l’agente eziologico del tumore al collo dell’utero nel 99,7% dei casi, l’HPV è responsabile anche del 50% di casi di tumore al pene, del 30% di tumori del cavo orale e dell’88% di tumori anali.

Nell’80% dei casi l’infezione regredisce spontaneamente nell’arco di 1-2 anni, mentre nel restante 20% persiste”.

Cosa vuol dire persistenza e perché ci preoccupa? “Vuol dire chel’infezione si protrae da oltre 1-2 anni e che il virus si è ormai integrato nel DNA dell’ospite. L’integrazione permette al virus di attivare una serie di meccanismi molecolari che facilitano e promuovono lo sviluppo del tumore.  Attualmente, oltre alla disponibilità in commercio di tre vaccini, che pur essendo validi non garantiscono la protezione contro tutti i ceppi esistenti di HPV (ne esistono oltre 200) e i test di screening, quali Pap test e HPV DNA test (che permettono di evidenziare alterazioni cellulari nel primo caso, o la presenza del virus nel secondo caso), da un punto di vista terapeutico, non esistono cure contro il papilloma virus, né tantomeno contro la sua persistenza” – sottolinea Vittorio Unfer.


“La ricerca scientifica di recente ha evidenziato come l’azione di quattro sostanze naturali prevenga non soltanto le lesioni indotte dall’HPV, ma sia anche in grado di contrastarne la persistenza. In particolare, alcuni ricercatori hanno ipotizzato come l’effetto sinergico di Epigallocatechina Gallato (EGCG), Acido Folico, Vitamina B12 e Acido ialuronico a bassissimo peso molecolare, possa rappresentare l’approccio terapeutico mancante nella lotta alla persistenza” – conclude l’esperto.

Leggi anche l’intervista al Prof Unfer sulla co-relazione tra HIV e HPV.