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Tumori pediatrici: asse Chieti-Londra per colpire il gene MYCN nel neuroblastoma

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Collaborazione tra il gruppo di ricerca guidato da Arturo Sala, della Brunel University of London, e il dipartimento universitario diretto da Vincenzo De Laurenzi

Tumori pediatrici, Chieti-Londra in rete per bloccare il gene MYCN nel neuroblastomaLo studio fa parte del progetto multicentrico VAMOLAA


Un asse di ricerca Chieti-Londra per studiare l’azione combinata di una particolare mini-proteina chiamata Omomyc “legata” a uno specifico anticorpo con l’obiettivo di inibire il gene MYCN, che se amplificato, cioè “troppo attivo”, concorre all’aggressività di un tumore pediatrico, il neuroblastoma; un tumore “raro” in termini assoluti che però resta un’urgenza clinica soprattutto nei casi ad alto rischio e coi suoi circa 130-140 nuovi casi ogni anno in Italia.

Lo studio coinvolge il gruppo guidato da Arturo Sala, professore alla Brunel University of London, in collaborazione con il Dipartimento di tecnologie innovative in medicina e odontoiatria dell’Università di Chieti diretto dal professore Vincenzo De Laurenzi con la partecipazione, tra gli altri, del professore Gianluca Sala.

Una sinergia nata nell’ambito del più ampio progetto multicentrico in fase preclinica VAMOLAA, acronimo di “a Valiant Approach against MYCN Oncogene to Leverage Antitumor Activity”; dunque un approccio di sfida al fine di inibire MYCN e ottenere la massima attività antitumorale: uno studio coordinato da Patrizia Perri, ricercatrice senior al Laboratorio di Terapie sperimentali in oncologia dell’Istituto Gaslini di Genova, rappresentato pertanto da più linee di azione.

Il ramo Chieti-Londra riguarda uno specifico braccio di ricerca: “Stiamo studiando l’impiego di una mini-proteina chiamata Omomyc veicolata attraverso l’anticorpo anti-GD2 dinutuximab, usato anche nelle terapie di prima linea per il neuroblastoma ad alto rischio. Vogliamo approfondire gli effetti di Omomyc legata, coniugata, al dinutuximab”, dice il professore Arturo Sala.

“Con l’anticorpo dinutuximab legato a Omomyc – prosegue Arturo Sala – immaginiamo un vantaggio multiplo. Pensiamo di attivare la risposta immune contro il tumore attraverso l’anticorpo anti-GD2 (anticorpo che ha come bersaglio le molecole GD2 espresse sulla superfice delle cellule di neuroblastoma) con effetto terapeutico. In più, aggiungiamo un effetto diretto sul tumore attraverso Omomyc che penetra nel tumore sia per la sua autonoma capacità, sia per via della coniugazione con l’anticorpo”.

L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma sostiene questo filone del progetto VAMOLAA con la campagna di Pasqua “Cerco un uovo amico”: ulteriori informazioni su www.neuroblastoma.org, sezione ANB STORE, “Cerco un uovo amico Pasqua 2026”. In alternativa, si può telefonare al numero 010-9868319 o al numero 010-9868320, oppure si può scrivere all’indirizzo di posta elettronica pasqua@neuroblastoma.org.