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	<title>Pediatria Archivi - Salute è</title>
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	<description>Sorridi al tuo benessere</description>
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	<title>Pediatria Archivi - Salute è</title>
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		<title>Neonata morta nel lettone: l’allarme sui consigli errati degli esperti</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2026/02/26/neonata-morta-nel-lettone-lallarme-sui-consigli-errati-degli-esperti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Salute è]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 14:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La morte di una neonata di 10 mesi riaccende l’attenzione sui rischi del bed sharing. Gli esperti ricordano l’importanza delle regole del sonno sicuro: il bambino deve dormire nella stessa stanza dei genitori ma su una superficie separata e rigida. La disinformazione può esporre i neonati a rischi evitabili.</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Dopo il dramma della bimba di 10 mesi al Policlinico Gemelli, emerge la pericolosa realtà della disinformazione sanitaria: molti professionisti continuano a consigliare il Bed sharing ignorando le linee guida dell&#8217;OMS</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La morte di una neonata di soli 10 mesi per schiacciamento nel letto dei genitori a Roma impone di rompere il silenzio su una questione di salute pubblica: l&#8217;importanza vitale delle pratiche di sonno sicuro (Safe Sleep). Questo dramma inaccettabile evidenzia un problema sistemico: nonostante le cause di decesso tra neonati e lattanti possano variare tra SIDS (sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome), cadute, soffocamento o schiacciamento accidentale, il fattore di rischio principale rimane la condivisione del letto, una pratica troppo spesso promossa da diversi operatori in contrasto con le evidenze scientifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fare chiarezza sulla gravità del fenomeno è Claudia Denti, dottoressa in Scienze dell’Educazione ed esperta di sonno infantile del portale Genitore Informato, le cui analisi spiegano come il letto degli adulti si possa trasformare in una trappola meccanica. &#8220;Si tratta di una tragedia che colpisce solo in Italia circa 300 famiglie ogni anno&#8221;, dichiara l&#8217;esperta, denunciando come la disinformazione alimentata da messaggi contraddittori esponga i genitori a rischi fatali. La dottoressa Denti sottolinea che il pericolo è strutturale: &#8220;Il materasso dei genitori è troppo morbido per un bambino piccolo&#8221;, ammonisce, spiegando che la conformazione del letto matrimoniale, unita al peso dell&#8217;adulto, crea avvallamenti in cui il neonato può scivolare senza riuscire a liberarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esperta di Genitore Informato entra nel merito del rischio meccanico di schiacciamento e dell&#8217;asfissia posizionale. &#8220;Un neonato o un lattante non hanno il tono muscolare per liberarsi se il loro viso finisce contro il corpo di un genitore o un cuscino morbido&#8221;, spiega la Denti, sottolineando che anche l&#8217;eccesso di calore corporeo derivante dal contatto stretto e dalle coperte pesanti degli adulti può inibire i centri del respiro del piccolo. &#8220;L&#8217;adulto nel sonno può comprimere involontariamente il torace o ostruire le vie respiratorie del bambino senza accorgersene&#8221;. Questo rischio aumenta drasticamente con la stanchezza profonda: &#8220;Basta un sonno più pesante del solito perché il genitore non percepisca più il corpo del piccolo accanto a sé&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indicazioni dell&#8217;OMS sono perentorie: i bambini dovrebbero dormire nella stessa stanza dei genitori (room-sharing), ma rigorosamente su una superficie separata e rigida, in posizione supina e senza alcun oggetto (peluche, paracolpi, cuscini) che possa causare intrappolamento del viso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero nodo della questione resta però il fallimento del sistema di supporto alle famiglie. Molti professionisti del settore continuano a consigliare il Bed-sharing, o condivisione del letto con il neonato,&nbsp; nel primo anno di vita, romanticizzando la pratica e omettendo i pericoli legati a superfici inadatte. I genitori finiscono per fidarsi di queste indicazioni fuorvianti. La dottoressa Denti ribadisce che anche addormentarsi su divani o poltrone è estremamente pericoloso: &#8220;In questi spazi ristretti le probabilità che il neonato rimanga schiacciato contro i braccioli o scivoli tra i cuscini aumentano drasticamente&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario un impegno delle istituzioni per fermare la disinformazione alla radice e garantire che nessun genitore venga più tradito da consigli errati. Solo una comunicazione trasparente sui rischi spiegati dalla dottoressa Denti e una formazione rigorosa del personale sanitario potranno evitare che simili tragedie tornino a colpire le famiglie italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Pelle del neonato: il 30% più sottile di quella adulta</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2026/02/16/pelle-del-neonato-il-30-piu-sottile-di-quella-adulta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Salute è]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 12:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pelle del neonato è circa il 30% più sottile rispetto a quella adulta ed è ancora in fase di maturazione. Questa maggiore permeabilità la rende più vulnerabile ad agenti esterni e irritazioni. La vernix caseosa svolge un ruolo protettivo fondamentale nei primi momenti di vita, mentre il contatto pelle a pelle (skin-to-skin contact) favorisce stabilità fisiologica e legame emotivo tra madre e bambino. Igiene corretta, detergenti delicati, idratazione adeguata e attenzione all’ambiente domestico sono accorgimenti essenziali per proteggere la barriera cutanea nei primi mesi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ogni mamma sa che la cura del proprio figlio passa anche da gesti semplici, come accarezzare le sue mani ed il viso. La pelle dei bambini, soprattutto nei primi mesi di vista, è ancora in fase di sviluppo, dunque particolaremente delicata e vulnerabile ad agenti esterni. In questi momenti, è importante che l’affetto si intrecci alla cura consapevole, creando le condizioni per favorine il benessere fisico del piccolo e migliorare la connessione madre-figlio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La cute neonatale: 30%più sottile di quella adulta</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il volto e le mani sono le zone più esposte del neonato e rappresentano aree di estrema sensibilità. La struttura cutanea infantile è infatti circa il 30% più sottile rispetto a quella di un adulto, il che si traduce in una maggiore permeabilità e suscettibilità a irritazioni e all’azione di agenti esterni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La cute dei neonati non è semplicemente una versione “ridotta” di quella adulta, ma un organo in maturazione &#8211; spiega Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno -.È progettata per adattarsi progressivamente all’ambiente esterno, ma in questa fase di transizione l’equilibrio cutaneo può essere più vulnerabile rispetto a quello dell’adulto. Questo non rende il neonato debole, ma indica che alcune precauzioni possono realmente fare la differenza nella prevenzione di irritazioni o microlesioni».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo scudo naturale: la Vernix Caseosa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento cardine è la vernix caseosa, la sostanza cerosa che riveste il bambino alla nascita. La vernix svolge una funzione di barriera naturale che protegge la sua pelle,&nbsp; contribuendo alla regolazione dell’idratazione e allo sviluppo della barriera cutanea nei primi momenti dopo la nascita</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La vernix possiede proprietà anti-infettive e idratanti, essenziali per mantenere il corretto pH cutaneo &#8211; sottolinea il Dott. Marco Grassi &#8211; dunque non va eliminata con eccessiva solerzia. Toccare delicatamente il volto del bambino e rispettare questo strato durante le prime interazioni aiuta a proteggere il neonato e a rendere lo scambio fisico non solo sicuro, ma prezioso per l&#8217;avvio del rapporto tra madre e figlio».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Skin-to-skin contact: più di un gesto, una relazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla dimensione biologica, l’attenzione alla pelle del neonato è anche un’esperienza di vicinanza e scambio emotivo. Il contatto pelle a pelle, conosciuto come skin-to-skin contact o kangaroo care, favorisce la stabilità fisiologica del bambino e consolida la connessione affettiva tra genitore e figlio. «Questo legame si crea nei primissimi istanti: vicinanza e presenza sono pilastri fondamentali», continua il Dott. Marco Grassi. «Il tocco diretto soddisfa i bisogni corporei del neonato, ne regola lo stress e favorisce un senso di sicurezza. Parallelamente, aiuta la donna a rilassarsi, riducendo frequenza cardiaca e pressione, a tutto vantaggio dell’allattamento esclusivo».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando l’attenzione diventa prevenzione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché la barriera cutanea è ancora permeabile, è fondamentale che chiunque si avvicini al neonato adotti accorgimenti semplici ma decisivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Buone pratiche: igiene, detersione e idratazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lavare accuratamente le mani prima di ogni interazione riduce il rischio di trasmettere microrganismi dannosi. Per la detersione sono preferibili prodotti privi di profumazioni e con pH equilibrato, così da preservare il microambiente cutaneo. Il bagnetto può essere effettuato 2–3 volte a settimana con acqua tiepida, frequenza sufficiente a garantire la pulizia senza alterare lo strato lipidico naturale. L’applicazione di emollienti delicati e ipoallergenici aiuta a sostenere la funzione barriera, specialmente dopo il lavaggio o al cambio del pannolino. Anche l’ambiente gioca un ruolo chiave: abiti in fibre naturali e un’umidità domestica moderata (40–60%) favoriscono il microclima ideale. È infine consigliabile evitare prodotti con alcol o conservanti aggressivi e mantenere le unghie corte per prevenire graffi accidentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cura della pelle del neonato è dunque un atto di consapevolezza: attraverso gesti delicati si protegge un organismo fragile, sostenendo il suo benessere e favorendo fin dai primi istanti di vita un legame emotivo profondo e sicuro.</p>
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		<title>Consulenza Genitoriale: il 47% delle famiglie si affida al web per i problemi di sonno dei più piccoli.</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/12/04/consulenza-genitoriale-il-47-delle-famiglie-si-affida-al-web-per-i-problemi-di-sonno-dei-piu-piccoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Salute è]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 08:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più famiglie si rivolgono al web o a consulenti non qualificati per affrontare i disturbi del sonno dei bambini, una condizione che interessa circa un neonato su cinque. Il 47% dei genitori cerca online soluzioni che spesso non sono basate su evidenze scientifiche, alimentando un mercato poco regolamentato di figure prive di titoli sanitari o educativi. Questo fenomeno comporta rischi concreti per la sicurezza del sonno, inclusa la SIDS, a causa di consigli errati su posizioni, co-sleeping e uso di accessori potenzialmente pericolosi. L’associazione Genitore Informato sottolinea l’importanza di verificare credenziali, formazione, trasparenza e aderenza alle linee guida internazionali prima di affidarsi a un consulente. Il messaggio principale: la sicurezza dei bambini e il benessere delle famiglie richiedono professionisti preparati e certificati, non soluzioni rapide promosse senza basi scientifiche.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sempre più genitori affrontano difficoltà legate al sonno dei loro bambini: risvegli frequenti, difficoltà ad addormentarsi e sonno frammentato colpiscono circa un bambino su cinque sotto i due anni in Italia (stima dati Progetto NASCITA, Istituto Mario Negri, 2024). Per affrontare questi problemi, molti si rivolgono subito al web: <strong>uno studio su 266 genitori di bambini tra i 6 e i 36 mesi ha rilevato che il 47% cerca online soluzioni per il sonno dei figli</strong>, pur riconoscendo che le informazioni non sempre sono affidabili (Department of Psychology, Health &amp; Social Care Research Centre, Oxford Brookes University, 2022; PubMed).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo crescente affidamento a fonti non sempre basate su evidenze scientifiche, ha dato impulso a un mercato poco regolamentato di consulenti genitoriali non qualificati che forniscono consigli sul sonno dei neonati: figure che promettono soluzioni rapide e personalizzate, spesso senza alcun titolo sanitario o formazione specifica. <em>«Non basta essere genitori: servono competenze reali per dare consigli sul sonno del neonato»,</em> avverte <strong>Claudia Denti,</strong> esperta in Scienze dell’Educazione, Sonno Sicuro e co-fondatrice di Genitore Informato. «Molti operatori improvvisati propongono metodi “miracolosi”, ma non sono né pediatri, né psicologi, né figure educative con esperienza e ciò può risultare pericoloso».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio più serio riguarda la <strong>SIDS</strong> (Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante). Alcune indicazioni errate diffuse da consulenti privi di adeguata preparazione possono aumentare concretamente il pericolo per la sicurezza dei più piccoli: consigliando posizioni per il sonno non sicure, come quella prona o laterale invece della supina, promuovendo il co-sleeping in condizioni rischiose, o suggerendo l’uso improprio di cuscini, paracolpi o imbottiture pericolose nella culla. Anche ambienti con temperature inadeguate o un eccesso di vestiti e coperte rappresentano fattori di rischio. <em>«Le linee guida per la prevenzione della SIDS sono chiare, validate da decenni di ricerca scientifica ed esperienza clinica e supportate da tutte le autorità sanitarie»</em>, sottolinea Severino Cirillo, Health Scientist e co-fondatore di Genitore Informato. <em>«Eppure continuiamo a osservare consulenti che le ignorano o le contraddicono per vendere il proprio metodo personalizzato, magari perché loro -da genitori- hanno fatto così».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato della consulenza sul sonno infantile si è trasformato in un terreno senza regole, popolato da figure improvvisate, operatori che cambiano identità per operare in nero, pseudo-accademie che rilasciano certificazioni prive di valore legale, attività senza partita IVA che sfruttano la crescente domanda, consulenti che dichiarano approcci “gentle” ma applicano metodi di pianto prolungato, e pratiche pseudoscientifiche senza alcuna valutazione diretta del bambino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Oggi le famiglie possono spendere centinaia o migliaia di euro per consulenze senza solide basi scientifiche»</em>, aggiunge Claudia Denti, «Molti percorsi non hanno alcun fondamento, inducendo comportamenti rischiosi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per proteggersi, Genitore Informato invita le famiglie a verificare attentamente prima di affidarsi a un consulente: curriculum e formazione reale, reputazione verificabile, regolarità fiscale e Partita IVA, evidenze scientifiche a supporto dei metodi e aderenza alle linee guida internazionali per la sicurezza del sonno. «Non fatevi prendere dalla disperazione o dalla fretta», spiega <strong>Severino Cirillo</strong>. «Un neonato che non dorme è estenuante, ma rivolgersi alla persona sbagliata può trasformare un problema in una situazione pericolosa. Dedicate tempo alla ricerca, fate domande approfondite, pretendete trasparenza».</p>



<p class="wp-block-paragraph">È dunque necessario affidarsi sempre e solo ad esperti certificati con preparazione dimostrabile: sanitari, educatori professionali, pedagogisti e psicologi con formazione specifica e certificazioni valide. «Il nostro è un modello di consulenza fondata su evidenze scientifiche &#8211; sottolinea Claudia Denti &#8211; ogni famiglia che si rivolge a noi riceve innanzitutto indicazioni sulla sicurezza del sonno. Prima ancora di parlare di metodi o strategie, ci assicuriamo che l’ambiente in cui il bambino dorme sia sicuro».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’improvvisazione professionale ha inoltre un impatto psicologico significativo: genitori che sviluppano senso di colpa quando i “metodi miracolosi” non funzionano, relazioni aggravate da approcci inadeguati e tempo prezioso perso con interventi sbagliati. <em>«Non si tratta solo di proteggere i bambini»</em>, conclude Severino Cirillo, «ma di salvaguardare l’intera famiglia da chi sfrutta vulnerabilità e disperazione per guadagnare senza competenze né scrupoli».</p>
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		<title>L&#8217;inquinamento atmosferico e la salute degli occhi dei bambini</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/11/05/linquinamento-atmosferico-e-la-salute-degli-occhi-dei-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 11:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[cataratta]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntivite]]></category>
		<category><![CDATA[glaucoma]]></category>
		<category><![CDATA[occhio secco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico rappresenta una minaccia crescente anche per la salute degli occhi dei bambini. Le particelle sottili come il PM2.5 e il PM10 possono provocare irritazioni, congiuntiviti da inquinamento, secchezza oculare e, nel lungo periodo, aumentare il rischio di patologie retiniche.<br />
Secondo Occhi dei Bimbi, proteggere la vista significa adottare buone abitudini quotidiane: mantenere i finestrini chiusi nel traffico, preferire percorsi pedonali meno inquinati, garantire una corretta idratazione, un’alimentazione ricca di antiossidanti e controlli oculistici regolari. La prevenzione visiva inizia fin dall’infanzia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/11/05/linquinamento-atmosferico-e-la-salute-degli-occhi-dei-bambini/">L&#8217;inquinamento atmosferico e la salute degli occhi dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inquinamento atmosferico è una preoccupazione crescente per la salute generale, ma sapevate che può avere un impatto significativo anche sugli occhi dei nostri figli? Recenti ricerche hanno evidenziato una relazione sorprendente e spesso &#8220;inimmaginabile&#8221; tra l&#8217;aria che respiriamo e le patologie oculari. È fondamentale essere informati per proteggere la vista della nostra famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come l&#8217;inquinamento atmosferico influenza gli occhi? Gli occhi sono organi unici, direttamente esposti all&#8217;ambiente circostante. Particelle sottili, come il PM2.5 (particolato con diametro inferiore a 2,5 micrometri), possono penetrare nel sistema respiratorio e avere effetti deleteri anche sugli occhi. L&#8217;inquinamento, in generale, può aumentare le risposte infiammatorie nel corpo, che a loro volta possono incrementare il rischio di diverse condizioni oculari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali problemi agli occhi possono essere causati o aggravati dall&#8217;inquinamento?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Irritazione oculare e allergie</strong>: La presenza di particolato nell&#8217;aria può causare prurito, bruciore, lacrimazione e gonfiore. Uno studio ha rilevato che le visite oculistiche per irritazione della superficie oculare e allergie aumentano con l&#8217;aumentare delle concentrazioni di PM10 e PM2.5.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Congiuntivite da inquinamento</strong>: È uno stato infiammatorio con sintomi simili alle allergie stagionali (lacrimazione, arrossamento, prurito). I bambini sono particolarmente colpiti da questa condizione, forse perché la loro altezza li espone maggiormente ai gas di scarico delle automobili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sindrome dell&#8217;occhio secco</strong>: Questa è una condizione comune in cui le lacrime non riescono a fornire un&#8217;adeguata lubrificazione, portando a infiammazione e danni alla superficie dell&#8217;occhio. È stata la diagnosi più comune nelle visite oculistiche analizzate in uno studio sul legame tra PM e visite.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Degenerazione Maculare Legata all&#8217;età</strong>: Sebbene sia una patologia legata all&#8217;età, la ricerca suggerisce che vivere in aree con scarsa qualità dell&#8217;aria può aumentare il rischio di svilupparla fino all&#8217;8%. Questo sottolinea l&#8217;importanza di considerare l&#8217;impatto a lungo termine dell&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento fin dall&#8217;infanzia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cataratta e Glaucoma</strong>: Alcune ricerche precedenti hanno anche dimostrato come l&#8217;inquinamento atmosferico possa contribuire a patologie retiniche come la cataratta e il glaucoma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa possiamo fare per proteggere la vista dei nostri figli?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se alcuni fattori possono essere fuori dal nostro controllo, ci sono diverse modifiche allo stile di vita e accorgimenti che possiamo adottare per abbassare il rischio di problemi agli occhi legati all&#8217;inquinamento:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Durante il traffico</strong>: Mantenete i finestrini dell&#8217;auto chiusi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Percorsi pedonali</strong>: Quando camminate in città, prediligete percorsi meno trafficati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>Idratazione</strong>: Incoraggiate i vostri figli a bere molta acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alimentazione sana</strong>: Assicuratevi che seguano una dieta ricca di antiossidanti, benefica per la salute degli occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Controlli regolari</strong>: Gli esami oculistici completi e regolari da parte di un oftalmologo sono fondamentali per diagnosticare precocemente eventuali problemi e intervenire tempestivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vista è un determinante significativo della qualità della vita. Essere consapevoli degli effetti dell&#8217;inquinamento e adottare misure preventive può aiutarci a salvaguardare la salute degli occhi dei nostri figli, oggi e in futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Approfondisci i temi della salute visiva nell’infanzia sul sito&nbsp;<a href="http://www.occhideibimbi.it">www.occhideibimbi.it</a></p>
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		<title>Miopia nei bambini: cosa c’è dietro e come possiamo proteggerli</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/10/14/miopia-nei-bambini-cosa-ce-dietro-e-come-possiamo-proteggerli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 12:22:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[genetica]]></category>
		<category><![CDATA[miopia]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina d]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=6575</guid>

					<description><![CDATA[<p>La miopia nei bambini è in aumento, ma non è un destino inevitabile. Oltre ai fattori genetici, lo stile di vita moderno — troppo tempo al chiuso, ore davanti agli schermi e poca luce naturale — favorisce la comparsa del disturbo. Come spiega Enrica Ferrazzi, divulgatrice e founder di Occhi dei Bimbi, i genitori possono fare molto: incoraggiare il gioco all’aperto per almeno 2 ore al giorno, limitare smartphone e tablet, mantenere la giusta distanza da libri e schermi e programmare controlli oculistici regolari. Prevenire oggi significa proteggere la vista dei nostri figli per il futuro.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cari genitori, vi sarete accorti che sempre più bambini, anche molto piccoli, indossano gli occhiali da vista. La miopia, in particolare, è in costante aumento in tutto il mondo e spesso ci chiediamo: perché accade e cosa possiamo fare per prevenirla o rallentarla nei nostri figli?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è la miopia in parole semplici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La miopia si verifica quando l’occhio cresce un po’ troppo in lunghezza, impedendo di mettere a fuoco correttamente gli oggetti lontani. Non si tratta solo di un fastidio da correggere con gli occhiali: una miopia elevata, in età adulta, può aumentare il rischio di problemi oculari più seri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La buona notizia è che oggi conosciamo meglio le cause e sappiamo che la miopia nasce dall’interazione tra predisposizione genetica e stile di vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I fattori genetici: quando “corre in famiglia”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se mamma o papà sono miopi, è probabile che anche i figli lo diventino: la familiarità è il fattore più forte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi mostrano che la miopia è altamente ereditaria (dal 50% al 90%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei bambini con genitori miopi, l’occhio tende ad allungarsi più velocemente, anche prima che la miopia si manifesti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste un singolo “gene della miopia”: sono state identificate oltre 400 regioni genetiche che aumentano la predisposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, i geni preparano il terreno, ma non sono l’unica risposta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le abitudini quotidiane: l’impatto dell’ambiente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi decenni, i casi di miopia sono aumentati in modo vertiginoso, troppo rapidamente per essere spiegati dai soli geni. Le abitudini di vita moderne hanno un ruolo determinante.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Troppo lavoro da vicino: ore davanti a tablet, smartphone, libri e quaderni stimolano continuamente la messa a fuoco da vicino, favorendo lo sviluppo della miopia.</li>



<li>Poco tempo all’aria aperta: è uno dei principali fattori di rischio.</li>



<li>La luce naturale sembra avere un effetto protettivo.</li>



<li>Studi dimostrano che ogni ora in più a settimana passata all’aperto riduce del 2% il rischio di miopia.</li>



<li>Anche la vitamina D, che dipende dall’esposizione al sole, è stata collegata a una migliore salute visiva.</li>



<li>Stile di vita urbano e pressioni scolastiche: i bambini che vivono in città o che trascorrono molto tempo a studiare hanno più probabilità di sviluppare miopia rispetto a quelli che crescono in contesti rurali.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Geni e ambiente: una danza complessa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non è una questione di “o l’uno o l’altro”: geni e abitudini si influenzano a vicenda. Alcune varianti genetiche diventano più “forti” in bambini che leggono molto o passano molte ore al chiuso, mentre lo stesso gene può avere un impatto minore in chi passa più tempo all’aperto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa possiamo fare noi genitori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se non possiamo cambiare i geni dei nostri figli, possiamo intervenire sullo stile di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco alcuni consigli pratici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Favorire il gioco all’aperto</strong>: almeno 2 ore al giorno di attività fuori casa. Non serve un grande giardino: anche una passeggiata al parco o una partita a pallone sono utilissime.</li>



<li><strong>Limitare il tempo davanti agli schermi</strong>: smartphone, tablet e videogiochi vanno gestiti con regole chiare, soprattutto per il tempo libero. Durante lo studio, insegnate a fare pause regolari.</li>



<li><strong>Controlli regolari dall’oculista</strong>: se c’è familiarità per la miopia o se notate che vostro figlio strizza gli occhi o si avvicina troppo agli oggetti, fate una visita specialistica. Prima si interviene, più è possibile rallentare la progressione.</li>



<li><strong>Insegnare la giusta distanza</strong>: libri e schermi andrebbero tenuti ad almeno 30-40 cm dagli occhi.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">In sintesi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La miopia non è un destino inevitabile. È il risultato di una combinazione di fattori, ma molto dipende dalle scelte quotidiane. Promuovere il gioco all’aperto, bilanciare lo studio e l’uso degli schermi e programmare controlli regolari significa proteggere oggi la vista dei nostri figli per il loro futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondire il tema&nbsp;<a href="http://www.occhideibimbi.it">www.occhideibimbi.it</a></p>
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		<title>Congiuntivite nei bambini: consigli per genitori preoccupati</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/10/01/congiuntivite-nei-bambini-consigli-per-genitori-preoccupati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 08:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntivite]]></category>
		<category><![CDATA[igiene]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[occhi rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La congiuntivite nei bambini è un’infiammazione della congiuntiva, molto comune anche nei neonati e lattanti. Può essere di origine batterica, virale, allergica o neonatale, e si manifesta con sintomi come occhi rossi, secrezioni, prurito e lacrimazione. È fondamentale mantenere una corretta igiene, evitare il fai-da-te e rivolgersi sempre al pediatra per la diagnosi e la cura. Nei bambini con congiuntivite si raccomanda di sospendere scuola o nido fino alla guarigione. Una gestione consapevole permette di affrontare il disturbo con serenità e proteggere la salute visiva dei più piccoli.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La congiuntivite è un&#8217;infiammazione della congiuntiva, la membrana che riveste la parte bianca dell’occhio e l’interno delle palpebre. È molto comune nei bambini, anche neonati e lattanti. Sebbene possa sembrare allarmante, la maggior parte dei casi si risolve facilmente con le giuste cure.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tipologie di congiuntivite</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Batterica</strong><br>Si manifesta con occhi rossi e secrezioni dense giallo-verdi, che spesso incollano le palpebre al risveglio. I responsabili sono batteri come stafilococchi o streptococchi. Richiede solitamente un trattamento con colliri antibiotici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Virale</strong><br>Causata da virus come l’adenovirus o l’herpes. È più leggera, con secrezioni scarse ma molta lacrimazione. Possono comparire febbre, tosse e mal di gola. È molto contagiosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Allergica</strong><br>Provocata da pollini, acari o polveri. Si riconosce dal prurito intenso, lacrimazione e secrezioni chiare. Spesso si accompagna a rinite allergica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Neonatale (Oftalmia Neonatorum)</strong><br>Compare nei primi giorni di vita, spesso a causa di infezioni contratte durante il parto. Richiede attenzione immediata e consulto medico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come comportarsi in caso di congiuntivite</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Igiene prima di tutto: lavare frequentemente le mani (del bambino e di chi se ne prende cura), usare asciugamani personali e cambiare spesso la biancheria da letto.</li>



<li>Niente scuola o nido fino alla fine del trattamento e alla scomparsa dei sintomi.</li>



<li>Pulizia delicata: per occhi appiccicati, usare garze imbevute d’acqua tiepida. Evitare la camomilla.</li>



<li>Osservazione attenta: segnare la presenza e posizione delle secrezioni, soprattutto nei neonati.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quando consultare il pediatra</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre. Una diagnosi corretta è fondamentale. Evitare il fai-da-te, soprattutto nei più piccoli. Se il bambino usa lenti a contatto, non riapplicarle senza l’ok del medico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;informazione consapevole aiuta i genitori a riconoscere i segnali e intervenire con serenità. La salute degli occhi dei nostri piccoli è preziosa—e merita attenzione e cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi approfondire il tema nel libro: <a href="https://www.amazon.it/dp/8872242363?_encoding=UTF8&amp;psc=1&amp;ref=cm_sw_r_cp_ud_dp_5GCVFTG2YSFDK4KZNVKP&amp;ref_=cm_sw_r_cp_ud_dp_5GCVFTG2YSFDK4KZNVKP&amp;social_share=cm_sw_r_cp_ud_dp_5GCVFTG2YSFDK4KZNVKP&amp;skipTwisterOG=2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Gli occhi dei bambini. Guida alla salute visiva dei nostri figli”,</a> Enrica Ferrazzi – Maria A. Stocchino, edizioni Sonda.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Quando prevedere la prima visita oculistica in un bambino?</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/09/18/quando-prevedere-la-prima-visita-oculistica-in-un-bambino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 13:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[ambliopia]]></category>
		<category><![CDATA[test neonatale]]></category>
		<category><![CDATA[visita oculistica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=6521</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vista nei bambini va protetta fin dai primi giorni di vita: il test del riflesso rosso alla nascita serve a escludere anomalie oculari gravi; poi, se non ci sono fattori di rischio, la prima visita specializzata va fatta entro il primo anno di vita. Altri controlli importanti sono a 3-4 anni, prima dell’ingresso a scuola, e periodicamente dopo – ogni 1-2 anni – per intervenire prontamente in caso di difetti visivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia), ambliopia, strabismo o segnali come lacrimazione, inclinazione della testa, difficoltà visive.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Controllare la vista non significa solo capire se il bambino dovrà indossare gli occhiali; serve anche per poter verificare che non ci siano ostacoli che possano impedire un corretto sviluppo delle vie visive.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Oms</strong> (Organizzazione Mondiale della Sanità) e il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità raccomandano una maggiore attenzione affinché tutti i bambini abbiano accesso alla prevenzione delle patologie oculari potenzialmente disabilitanti entro il primo mese di vita. In quest’ottica si inserisce il test del riflesso rosso, in grado di individuare la cataratta congenita e altre importanti patologie oculari, che in Italia dovrebbe essere garantito in tutte le neonatologie o demandato al pediatra di libera scelta in occasione dei bilanci di salute</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché molte malattie degli occhi hanno una natura multifattoriale, con una parte di trasmissione genetica, se i genitori o i nonni soffrono o hanno sofferto di problematiche visive che si sono manifestate già dall’infanzia, è bene che il bambino sia valutato precocemente, per individuare problemi spesso asintomatici, e quindi difficilmente individuabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In assenza di problemi oculari tra i familiari più stretti, <a href="https://www.occhideibimbi.it/salute-visiva/prima-visita-oculistica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la prima visita oculistica deve essere programmata intorno ai 36 mesi</a>. Grazie a questa verifica, l’oculista saprà suggerire ogni quanto tempo possa essere utile organizzare i controlli successivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, ci sono alcune situazioni in cui la visita oculistica è consigliata prima del terzo anno di vita:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Alla nascita</strong>, in tutti i punti nascita, è raccomandato il Test del Riflesso Rosso (RRT) per individuare precocemente patologie come cataratta congenita, glaucoma, retinoblastoma e anomalie retiniche.</li>



<li><strong>Entro 7-10 giorni dalla nascita</strong>, se il RRT non è stato eseguito in ospedale per motivi clinici o in caso di parto a domicilio.</li>



<li><strong>Entro il primo mese di vita</strong>, se il neonato presenta familiarità per patologie oculari come glaucoma congenito, retinoblastoma o altre malformazioni retiniche.</li>



<li><strong>A 6-7 mesi di età</strong>, se si sospetta la presenza di strabismo.</li>



<li><strong>Entro il primo anno di vita</strong>, in caso di familiarità per strabismo, ambliopia, gravi malattie oculari congenite (retinopatie, glaucoma, cataratta, retinoblastoma, altre patologie malformative e metaboliche), miopia e ipermetropia elevate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">È importante sottolineare che i controlli periodici effettuati dal pediatra, come il test del riflesso pupillare o il test dei riflessi corneali, non possono sostituire la visita oculistica completa. Il pediatra svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio dello sviluppo visivo del bambino, ma non possiede la strumentazione necessaria per un esame approfondito dell&#8217;occhio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, la tempestività del primo controllo oculistico è cruciale per garantire un corretto sviluppo visivo e prevenire deficit visivi permanenti. Seguire le raccomandazioni e i consigli del pediatra è fondamentale per la salute degli occhi del bambino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per avere maggiori informazioni sui controlli visivi nei bambini, oltre a un utile promemoria per la “visita degli occhietti”, in libreria e online è disponibile il libro <a href="https://sonda.it/prodotto/gli-occhi-dei-bambini/">“Gli occhi dei bambini. Guida alla salute visiva dei nostri figli”</a> (edizioni Sonda): una guida teorica e pratica al tempo stesso, che offre uno sguardo d’insieme su tutto quello che bisogna sapere e fare fin dai primi mesi di vita del proprio figlio. Introduzioni a cura del Professor Paolo Nucci e di Pediatra Carla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Acanthamoeba: il parassita invisibile che minaccia i tuoi occhi</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/09/03/acanthamoeba-il-parassita-invisibile-che-minaccia-i-tuoi-occhi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 07:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[Acanthamoeba]]></category>
		<category><![CDATA[cheratite]]></category>
		<category><![CDATA[parassita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=6491</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cheratite da Acanthamoeba è un’infezione della cornea rara ma pericolosa, che può portare alla cecità. Colpisce soprattutto chi usa lenti a contatto o ha subito traumi oculari. La prevenzione è l’unico vero scudo. Scopri i sintomi, i rischi e le strategie per proteggere i tuoi occhi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Hai mai sentito parlare di cheratite da Acanthamoeba (AK)? Si tratta di un&#8217;infezione parassitaria rara ma estremamente grave della cornea, che, se non diagnosticata e trattata tempestivamente, può portare a una cecità permanente. Nonostante la sua rarità, è una malattia in aumento e non esiste un unico trattamento efficace, rendendo la prevenzione assolutamente fondamentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è l&#8217;Acanthamoeba?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Acanthamoeba è un minuscolo parassita, un&#8217;ameba a vita libera che può infettare la cornea, la parte trasparente più esterna dell&#8217;occhio. Questo parassita ha due forme nel suo ciclo vitale: un trofozoita (la forma attiva e in crescita) e una cisti (una forma resistente e resiliente che può sopravvivere a lungo in ambienti difficili).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i principali fattori di rischio?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I fattori di rischio per la cheratite da Acanthamoeba possono variare a seconda del paese, ma ci sono alcune cause comuni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Uso di lenti a contatto (CL): Nei paesi sviluppati, l&#8217;uso delle lenti a contatto per scopi refrattivi o cosmetici è il principale fattore di rischio, associato a circa l&#8217;86% dei casi. Le pratiche di igiene insufficiente sono spesso la causa. È particolarmente rischioso:
<ul class="wp-block-list">
<li>Sciacquare o conservare le lenti con acqua del rubinetto.</li>



<li>&#8220;Rabboccare&#8221; la soluzione per lenti invece di usarne una fresca ogni volta.</li>



<li>Fare il bagno o nuotare indossando le lenti a contatto.</li>



<li>L&#8217;uso prolungato delle lenti, soprattutto quelle rigide per ortocheratologia, può causare microtraumi e ipossia corneale, riducendo le difese dell&#8217;occhio.</li>
</ul>
</li>



<li>Traumi oculari: Nei paesi in via di sviluppo, i traumi sono il principale fattore di rischio, stimato associato al 27% dei casi. Spesso sono causati da esposizione a terra, polvere, fango o materiali vegetali contaminati, in particolare tra i lavoratori agricoli.</li>



<li>Esposizione all&#8217;acqua contaminata: Indipendentemente dalle lenti a contatto, l&#8217;esposizione all&#8217;acqua contaminata è un rischio. L&#8217;Acanthamoeba prospera in ambienti più caldi, per questo si osserva un aumento dei casi tra giugno e agosto, quando le persone sono più esposte all&#8217;acqua tramite attività come nuoto e bagno. Anche la durezza dell&#8217;acqua può giocare un ruolo, con un rischio triplicato in aree con acqua dura.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la prevenzione è così importante?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come accennato, la cheratite da Acanthamoeba è un&#8217;infezione grave e non esiste una &#8220;cura magica&#8221;. La diagnosi precoce è notoriamente difficile perché i sintomi iniziali possono essere non specifici e lievi, portando spesso a diagnosi errate con altre forme di cheratite. Tuttavia, una diagnosi tempestiva è cruciale per la prognosi e per evitare che la malattia progredisca verso uno stadio avanzato, che può portare alla cecità permanente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando l&#8217;aumento dell&#8217;incidenza a livello globale, la prevenzione è la tua migliore difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come proteggerti:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Igiene rigorosa delle lenti a contatto: Segui sempre le istruzioni del tuo oculista e del produttore per la pulizia e la conservazione delle lenti. Usa sempre soluzione fresca e non riutilizzare quella vecchia.</li>



<li>Evita l&#8217;acqua con le lenti a contatto: Non sciacquare né conservare le lenti con acqua del rubinetto e non indossarle mentre nuoti, fai la doccia o il bagno.</li>



<li>Proteggi i tuoi occhi: Se lavori in ambienti con polvere, terra o materiali vegetali, usa occhiali protettivi per ridurre il rischio di traumi oculari.</li>



<li>Consulta un medico prontamente: Se noti sintomi oculari insoliti come dolore intenso, arrossamento persistente o visione offuscata, soprattutto se indossi lenti a contatto o hai subito un trauma oculare, cerca subito assistenza medica. Una diagnosi precoce è vitale.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">La consapevolezza e la prevenzione sono strumenti potenti contro questa minaccia invisibile. In collaborazione con la Acanthamoeba Keratitis (AK) Eye Foundation, abbiamo preparato una preziosa risorsa che puoi <a href="https://www.occhideibimbi.it/prodotto/cheratite-da-acanthamoeba-scarica-opuscolo-gratuito/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scaricare gratuitamente</a> per aiutarti a scoprire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>I sintomi e i campanelli d’allarme dell’AK</li>



<li>Perché l’acqua è nemica delle lenti a contatto</li>



<li>I rischi di una diagnosi errata</li>



<li>Le terapie disponibili e le difficoltà di accesso ai trattamenti in Italia</li>



<li>Come prevenire efficacemente questa infezione oculare</li>



<li>Il peso psicologico e fisico della malattia</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2025/09/03/acanthamoeba-il-parassita-invisibile-che-minaccia-i-tuoi-occhi/">Acanthamoeba: il parassita invisibile che minaccia i tuoi occhi</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aria condizionata e salute degli occhi: quale relazione? </title>
		<link>https://www.salute-e.it/2025/08/01/aria-condizionata-e-salute-degli-occhi-quale-relazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 08:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Estate, il caldo si fa torrido. Impossibile non accendere l’aria condizionata, sia in casa che in macchina, in cerca di temperature più gradevoli per noi e i nostri bambini. Eppure questo desiderio di refrigerio potrebbe avere ricadute sulla salute degli occhi. L’aria condizionata, infatti, toglie umidità dall’aria e favorisce l’evaporazione della componente acquosa del film [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Estate, il caldo si fa torrido. Impossibile non accendere l’aria condizionata, sia in casa che in macchina, in cerca di temperature più gradevoli per noi e i nostri bambini. Eppure questo desiderio di refrigerio potrebbe avere ricadute sulla salute degli occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’aria condizionata, infatti, toglie umidità dall’aria e favorisce l’evaporazione della componente acquosa del film lacrimale determinando così una sensazione di fastidio e secchezza oculare. Per questo può capitare che gli occhi si arrossino, si percepisca una fastidiosa sensazione di sabbia che porta a strofinarsi gli occhi o a sbatterli ripetutamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una breve esposizione all’aria condizionata non crea problemi. Diverso se si staziona in un locale climatizzato per molte ore, ad esempio di notte mentre si dorme. A maggior ragione se si soffre di lagoftalmo notturno e quindi si dorme con gli occhi semiaperti, come fanno alcuni bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Atteniamoci ad alcuni consigli:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>impostare i climatizzatori in modo che non ci sia troppo sbalzo termico con l’esterno (circa 26°/28°)</li>



<li>in auto non dirigere l’aria verso il viso</li>



<li>in casa non dirigere il flusso d’aria degli split verso il bimbo (se possibile limitare l’uso dei condizionatori durante la notte)</li>



<li>nella camera dei bambini valutare l’uso di un umidificatore per contrastare l&#8217;evaporazione causata dall&#8217;aria condizionata</li>



<li>applicare lacrime artificiali senza conservanti fino a 4 volte al giorno. Utile tenerle anche in auto in confezione monouso.</li>



<li>fare attenzione a mantenere sempre una buona idratazione del bambino, aumentando anche il consumo di frutta e verdura: non dimenticate che gli occhi sono fatti in gran parte da acqua!</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>“Zucchero Filato”: la prima canzone al mondo dedicata ai bambini albini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrica Ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 07:59:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo progetto “Occhi in Musica” presenta “Zucchero filato”, la prima canzone al mondo dedicata ai bambini albini. Disponibile su tutte le piattaforme in occasione della Giornata Internazionale dell’Albinismo, il brano celebra la bellezza della diversità e avvicina piccoli e famiglie alla prevenzione visiva. Creato da OcchiDeiBimbi, con Enrica Ferrazzi ed Elisa Raimondi, il progetto combina musica, inclusione e consigli utili per la cura degli occhi, diffusione già ora con nuovi pezzi educativi in arrivo.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">“<strong><a href="https://www.occhideibimbi.it/salute-visiva/occhi-in-musica/">Occhi in Musica</a></strong>” è un progetto nato con l’obiettivo di educare le nuove generazioni su temi legati a salute visiva e inclusione attraverso un linguaggio che tutti i bambini comprendono e amano: la musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i brani simbolo del progetto spicca “<strong>Zucchero Filato</strong>”, una canzone delicata e profonda, dedicata ai bambini con albinismo. Attraverso immagini leggere e incantate, il brano racconta con dolcezza la quotidianità di un bambino dalla pelle chiara come la neve e dai capelli soffici come zucchero filato. Le strofe cantano l’accettazione, la bellezza della diversità e la magia nascosta in ogni bambino, indipendentemente dal colore della pelle o dalla sensibilità alla luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La canzone usa un linguaggio semplice e poetico per parlare di auto-protezione solare – “occhiali scuri e un grande cappello” – trasformandola in un gesto giocoso, naturale, quasi danzante. Il ritornello, con la sua melodia accogliente, diventa un inno all’inclusione: “Se io sono bianco, tu puoi essere giallo, e insieme danziamo lo stesso ballo”. Un messaggio forte e universale che invita tutti i bambini a scoprire il valore dell’unicità e a celebrare le differenze come colori armoniosi in una stessa melodia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>Zucchero Filato</strong>” <strong>non è solo una canzone: è uno strumento educativo, un ponte emotivo tra pari, e una voce gentile che parla di empatia, appartenenza e coraggio</strong>. Perfetta per essere cantata in classe, nei laboratori musicali o semplicemente ascoltata abbracciando un peluche, questa canzone accompagna piccoli e grandi in un viaggio verso un mondo più consapevole e accogliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per saperne di più: <a href="http://www.occhideibimbi.it/">www.occhideibimbi.it</a></p>



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