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	<title>cuore Archivi - Salute è</title>
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	<title>cuore Archivi - Salute è</title>
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		<title>ll pallone medicato che rilascia farmaci e tiene aperte le arterie occluse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Susanna Messaggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 09:44:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Punto di Vista]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[pallonemedicato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I palloni medicati (DCB) sono in grado di offrire una terapia combinata, meccanica (legata alla dilatazione del pallone) e biologica (assicurata dal rilascio di farmaco nella parete vasale), evitando così l’impianto di una protesi permanente abbattendo complicanze ed eventi avversi ed aprendo a nuovi terreni di frontiera nel trattamento delle patologie coronariche. La parola agli [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><em>I palloni medicati (DCB) sono in grado di offrire una terapia combinata, meccanica (legata alla dilatazione del pallone) e biologica (assicurata dal rilascio di farmaco nella parete vasale), evitando così l’impianto di una protesi permanente abbattendo complicanze ed eventi avversi ed aprendo a nuovi terreni di frontiera nel trattamento delle patologie coronariche. La parola agli esperti.</em></h2>



<h4 class="wp-block-heading"><em>Con la consulenza del professor Bernardo Cortese&nbsp;</em>Cardiologo Interventista di Milano, Presidente Comitato Scientifico Fondazione RIC, CEO DCB Academy</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le patologie coronariche rappresentano la prima causa di morbidità e mortalità nel mondo occidentale ma anche in paesi asiatici come india, Sud Est Asiatico dove i dati restituiscono quadri aterosclerotici molto aggressivi che coinvolgono persone, anche molto giovani rispetto al contesto occidentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi vent’anni la tecnologia e la ricerca hanno conquistato avanzamenti rilevanti, &nbsp;per cercare di ottimizzare i risultati. Nel trattamento dell’arteriopatia coronarica e periferica, le terapie convenzionali come l’angioplastica, l’aterectomia e lo stenting, sono gravate da alti tassi di restenosi; inoltre, l’impianto di stent aumentando la rigidità, aumenta il rischio sia di restenosi che di frattura dello stent.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> I Palloni medicati rappresentano un’ottima &nbsp;alternativa, e diversi studi hanno già dimostrato la loro efficacia e sicurezza anche a diversi anni dall’intervento.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’uso degli stent &nbsp;di nuova generazione è ancora associato ad un non trascurabile rischio di complicanze a lungo termine, inclusi eventi trombotici</strong></h3>



<figure class="wp-block-image alignleft size-full"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/pallone-medicato-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="400" height="300" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/pallone-medicato-1.jpg" alt="" class="wp-image-3832" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/pallone-medicato-1.jpg 400w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/pallone-medicato-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Generalmente, nella malattia coronarica -spiega il professor Bernardo Cortese- &nbsp;si utilizzano gli stent anche da linee guida internazionali. Gli stent corrispondono ad un corpo estraneo che viene impiantato nel paziente e che non si potrà mai più rimuovere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Il problema è che gli stent determinano quella che è una vera e propria reazione di tipo allergico che comporta eventi avversi che si verificano negli anni successivi all’intervento. Un certo tasso di eventi avversi può verificarsi nel primo anno dopo l’intervento e poi si verificano sempre in un range compreso tra il &nbsp;2 ed il 3,5% ogni anno per i successivi 10 anni dopo l’intervento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che si vuole ottenere con i palloni medicati è di conquistare una quiescenza di questi eventi. Molti studi hanno dimostrato che- superati i primi 12-15 mesi dall’intervento- si va incontro ad un appiattimento degli eventi avversi, perché questa metodica risulta &nbsp;molto più rispettosa nei confronti dell’arteria trattata e quindi che va a bloccare la proliferazione perché non vi è più nessun corpo estraneo impiantato.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il pallone medicato: una salvaguardia sicura e protettiva per le arterie</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente il pallone medicato&nbsp;è diventato un’alternativa allo Stent che è una piattaforma di metallo e costituita da maglie che ricoprono e creano una vera e propria impalcatura all&#8217;interno del vaso che viene trattato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa metodica interventistica riguarda sia i pazienti che vengono sottoposti ad &nbsp;angioplastica coronarica ma anche quelli sottoposti angioplastica periferica, &nbsp;ad esempio alle gambe o alle carotidi. Questo è il Gold standard e raccomandato dalle linee guida internazionali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La novità- prosegue l’esperto- invece è che &nbsp;dal 2007 esiste un&#8217;alternativa, ovvero il palloncino medicato che appunto rilascia un farmaco che si chiama Paclitaxel (questo è il nome del principio attivo) che ha proprietà antiproliferative e che quindi fa in modo che la placca -che noi andiamo a trattare durante l’ angioplastica- non si riformi più. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Più recentemente è uscita una nuova tecnologia di pallone medicato a rilascio di Sirolimus con effetto &nbsp;antinfiammatorio e citostatico (quindi in grado di&nbsp;inibire la crescita e la moltiplicazione delle cellule)&nbsp;&nbsp;e quindi &nbsp;più rispettoso nei confronti della parete vasale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si procede dunque con questa tecnica? Viene dilatata la lesione con un pallone medicato e &nbsp;contestualmente viene rilasciato il farmaco di cui abbiamo parlato, &nbsp;che blocca le cellule e fa si che non si formino nuove placche e che il paziente non incorra in nuovi eventi ischemici. Attraverso una tecnologia sicura e protettiva.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Gli studi internazionali: risultati clinici promettenti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questo farmaco è stato sperimentato all’interno di uno studio denominato EASTBOURNE e pubblicato sull’autorevole &nbsp;rivista&nbsp;Journal of the American College of Cardiology Interventions a luglio 2023 ovvero lo studio&nbsp;più grande attualmente esistente sull’utilizzo dei palloni medicati, che ha arruolato in Europa e Asia &nbsp;2123 pazienti affetti da 2440 lesioni con malattia coronarica di ogni tipo, quindi pazienti con angina da sforzo, con infarto, con angina instabile; sono stati arruolati sia pazienti con ristenosi &nbsp;intra-stent (quindi fallimenti di precedente angioplastica con Stent)&nbsp; che pazienti con lesioni definite “de novo” ottenendo risultati clinici ottimali e soprattutto ove la sicurezza della tecnica ha reso molto promettenti questi studi, perché non portano a trombosi dell&#8217;arteria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo pubblicato i risultati- sottolinea il prof. Cortese- ad un anno di questo studio e abbiamo recentemente presentato i dati a due anni di follow up durante il congresso EuroPCR 2023. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/Palloncino-Medicato.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="744" src="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/Palloncino-Medicato-1024x744.jpg" alt="" class="wp-image-3836" srcset="https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/Palloncino-Medicato-1024x744.jpg 1024w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/Palloncino-Medicato-300x218.jpg 300w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/Palloncino-Medicato-768x558.jpg 768w, https://www.salute-e.it/wp-content/uploads/2023/11/Palloncino-Medicato.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee guida internazionali del 2018 non hanno ancora preso in considerazione i palloni medicati se non per il trattamento delle ristenosi dove hanno indicazioni in merito, ma nelle lesioni “de novo” che sono la maggior parte delle lesioni che noi trattiamo (circa 90-92%) non hanno ancora ottenuto indicazioni e noi speriamo che con questo studio e con altre ricerche in corso, i palloni medicati ottengano maggior credito anche sulle linee guida internazionali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra l&#8217;altro, i palloni medicati sono una delle principali alternative terapeutiche&nbsp;per la malattia dell’ arteria femorale superficiale, &nbsp;responsabile della claudicatio intermittens &nbsp;(ovvero la deambulazione intermittente che assume un soggetto in seguito a un dolore crampiforme che in genere colpisce coscia o polpaccio a seguito di esercizio fisico) a discapito degli stent che invece hanno delle limitazioni abbastanza evidenti anche in quel settore.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Angioplastica coronarica: i benefici del pallone medicato</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni -prosegue il professore- sono stati sviluppati i palloni medicati (DCB) proprio per superare alcune di queste limitazioni degli Stent medicati offrendo una terapia combinata meccanica (per l’insufflazione del pallone) e biologica (per il rilascio di farmaco antiproliferativo).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le &nbsp;complicanze degli stent comportano eventi avversi che non finiscono mai, ovvero &nbsp;abbiamo un tasso di eventi avversi nelle lesioni semplici -a distanza di 10 anni- pari al &nbsp;40% con gli stent medicati di ultima generazione, ivi compresi anche i rischi di trombosi dello stent che porta all’infarto, mentre con il pallone medicato, se impiegato in maniera adeguata, questo rischio non esiste.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4o5wBiNPAvU">Guarda la spiegazione del Prof. Cortese</a></p>
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		<title>I BENEFICI dell’attività fisica sul cuore</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2023/10/10/i-benefici-dellattivita-fisica-sul-cuore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Pignataro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’importanza dell’attività fisica nell’influenzare positivamente la salute cardiaca è stata ampiamente riconosciuta dalla comunità medica e scientifica. Numerose ricerche hanno dimostrato che l’esercizio regolare può avere effetti benefici sul cuore e ridurre il rischio di malattie cardiache. L’allenamento modulato e somministrato in maniera specifica, ha sia valenza preventiva che “curativa” sotto tanti punti di vista. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’importanza dell’attività fisica nell’influenzare positivamente la salute cardiaca è stata ampiamente riconosciuta dalla comunità medica e scientifica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Numerose ricerche hanno dimostrato che l’esercizio regolare può avere effetti benefici sul cuore e ridurre il rischio di malattie cardiache. L’allenamento modulato e somministrato in maniera specifica, ha sia valenza preventiva che “curativa” sotto tanti punti di vista.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, si è sempre più convinti che l’esercizio fisico sia un vero e proprio “farmaco” che dovrebbe essere “somministrato” ad ogni persona per migliorare le proprie riserve di energia e salute. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma un soggetto affetto da patologie cardiache può affrontare una seduta di allenamento?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Avuto il consenso da parte del medico la strategia iniziale migliore per far essere la seduta allenante e non controproducente e condizionare il cuore per migliorarne la funzionalità è partire con un’attività graduale ad intensità più bassa dove la frequenza cardiaca non viene troppo accelerata. Magari anche iniziare con una semplice (ma non banale) camminata è un’ottima strategia, per poi, man mano che si acquisisce feeling con il movimento aumentare gradualmente l’intensità e quindi lo sforzo, passando da un allenamento che prima poteva essere prettamente aerobico ad uno che abbia anche una componente anaerobica (allenamento con sovraccarichi).<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mixare i due tipi di allenamento ha sia benefici:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Diretti per il soggetto, dove l’esercizio aerobico migliora la capacità polmonare, aumenta la resistenza e contribuisce a mantenere il cuore forte e sano e quindi a combattere meglio la patologia avendo anche una capacità di ossigenazione migliore.</li>



<li>Indiretti dove l’esercizio anaerobico e quindi con i sovraccarichi aiuta a mantenere e costruire tessuto muscolare che apporta numerosi benefici al corpo come il miglioramento della forza e della resistenza, il che può rendere più facile svolgere le attività quotidiane, come camminare, salire le scale e fare quelle attività che una persona normalmente svolge senza affaticarsi eccessivamente e risentirne ogni volta.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Essendo poi il muscolo metabolicamente più attivo rispetto alla massa grassa aiuta a mantenere un adeguato peso corporeo, il che permetterà al cuore di non sovraffaticarsi, perché maggiore sarà il peso e più il cuore sarà costretto a pompare più forte perché c’è una forte necessità di ossigeno.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da non sottovalutare il punto di vista psicologico, infatti sempre più studi parlano di correlazione tra stress, cattivo umore e peggioramento dei quadri clinici, quindi l’allenamento fisico può aiutare le persone con problemi cardiaci a:<br></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ridurre lo stress e l’ansia</li>



<li>Migliorare l’umore</li>



<li>Aumentare la fiducia in se stessi, riscoprendo la possibilità di svolgere una vita “normale”</li>



<li>Aumentare la motivazione e la voglia di fare</li>



<li>Migliorare la qualità del sonno</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La cosa importante soprattutto nelle prime fasi è quella di imparare ad ascoltarsi, di modulare l’allenamento in base ai segnali e le indicazioni che il corpo ci sta dando in base a sensazioni di affaticamento e dolore, dove in questo caso fermarsi e recuperare un pò è sempre la scelta migliore.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Riassumendo possiamo fare un elenco dei benefici che l’allenamento apporta alla nostra salute cardiaca e a più ampio raggio al nostro benessere. </strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Migliora la salute del cuore: l’esercizio fisico aiuta a rafforzare il cuore e i vasi sanguigni, migliorando la circolazione e la fornitura di ossigeno al cuore.</li>



<li>Riduce la pressione sanguigna: l’esercizio fisico aiuta a ridurre la pressione sanguigna.</li>



<li>Riduce il colesterolo: l’esercizio fisico aiuta a ridurre i livelli di colesterolo LDL (cattivo) e ad aumentare i livelli di colesterolo HDL (buono).</li>



<li>Riduce il peso corporeo: l’esercizio fisico può aiutare a ridurre il peso corporeo in eccesso.</li>



<li>Migliora la salute mentale: l’esercizio fisico può aiutare a migliorare l’umore, ridurre lo stress e l’ansia.</li>



<li>Aumenta l’energia: l’esercizio fisico può aiutare ad aumentare i livelli di energia e migliorare la qualità della vita.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Sulla base di questi risultati, è consigliabile includere almeno 150 minuti di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività intensa ogni settimana. Gli esercizi di resistenza dovrebbero essere integrati almeno due volte alla settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>L’attività fisica regolare e ben bilanciata può avere un impatto positivo significativo sulla salute cardiaca. Incorporare l’esercizio nella propria routine quotidiana può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache, migliorare la funzione cardiaca complessiva e promuovere una vita più sana e attiva.</strong></p>
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		<title>GIORNATA MONDIALE DEL CUORE: LA PREVENZIONE SI FA ANCHE IN FARMACIA</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2023/09/29/la-giornata-mondiale-del-cuore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Susanna Messaggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Punto di Vista]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[giornatamondialedelcuore]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Istituita nel 1999 dalla World Heart Federation, in collaborazione con l’Oms, la Giornata mondiale del cuore si celebra ogni anno il 29 settembre, con l&#8217;obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull&#8217;importanza dellaprevenzione delle malattie cardiovascolari, causa principale di morte nel nostro Paese.  Sul totale dei decessi che avvengono ogni anno in Italia, il 35% è legato a patologie di questa natura, come [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Istituita nel 1999 dalla World Heart Federation, in collaborazione con l’Oms, la <strong>Giornata mondiale del cuore</strong> si celebra ogni anno il 29 settembre, con l&#8217;obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull&#8217;importanza della<strong>prevenzione</strong> delle <strong>malattie cardiovascolari</strong>, causa principale di morte nel nostro Paese. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul totale dei decessi che avvengono ogni anno in Italia, il <strong>35%</strong> è legato a <strong>patologie</strong> di questa natura, come riporta il ministero della Salute. In Europa invece sono oltre 80 milioni le persone affette da<strong>malattie cardiovascolari</strong>. Il 52% è di sesso femminile, il 48% maschile. Si tratta, insomma, di disturbi tutt&#8217;altro che da trascurare. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Diverse sono le cause che possono portare all&#8217;insorgenza di tali malattie. Da un lato esistono dei <strong>fattori di rischio non modificabili </strong>come l’età, il sesso e la familiarità. Dall’altro ce ne sono <strong>altri correggibili</strong> come il consumo di tabacco, la sedentarietà, la scarsa attività fisica, l&#8217;alimentazione non equilibrata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>È evidente dunque che condurre uno stile di <strong>vita regolare</strong> può essere un&#8217;arma efficace per contrastare la comparsa o la progressione di malattie cardiovascolari come ischemie, infarti e ictus. Conoscere quali sono i comportamenti scorretti e nocivi per la nostra salute può aiutarci molto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Per le persone che invece presentano già tali patologie, è fondamentale avere un <strong>piano di cura</strong> –pensato e concordato con il medico di fiducia –, seguire una terapia, assumere medicinali e sottoporsi a controlli periodici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutto ciò la<strong>prevenzione</strong> ha sempre un ruolo assolutamente centrale. È proprio questo l&#8217;obiettivo principale della<strong>Giornata mondiale del cuore</strong>: sensibilizzare la popolazione sull&#8217;importanza della prevenzione. Quali sono allora i buoni comportamenti che si possono adottare?</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il ruolo della <strong>farmacia</strong> è fondamentale. Qui – come spiegano Luca e Barbara Spagnolo, rispettivamente responsabile scientifico e AD di Officina Speziale – ci si può sottoporre ad esami specifici come elettrocardiogrammi, analisi del profilo lipidico e glicemico, controlli della pressione sanguigna e misurazioni dell’età vascolare. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il farmacista può individuare alcuni segnali d’allarme, captare eventuali problemi e segnalare al paziente il percorso medico da seguire. Sempre in farmacia è possibile trovare anche prodotti a base naturale come il <strong>riso rosso fermentato</strong>, alleato per mantenere nella norma i livelli di colesterolo, o il <strong>coenzima Q10</strong>, la cui assunzione, indicano i fratelli Spagnolo, “viene spesso proposta contro i problemi cardiovascolari”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://La Giornata mondiale del cuore">Leggi anche la nostra intervista al dott. De simone sulla tachicardia</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista al Dott. Biagio De Simone</title>
		<link>https://www.salute-e.it/2023/09/19/intervista-al-dott-biagio-de-simone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriella De Simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Esperto Risponde]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologo]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[tachicardia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.salute-e.it/?p=3534</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cosa significa tachicardia? La Tachicardia è quella condizione medica in cui il battito cardiaco aumenta al di sopra del valore comunemente considerato normale. Questa condizione si manifesta soggettivamente con una sensazione di palpitazione che spesso viene descritta dal paziente con le seguenti parole: “dottore mi sono sentito improvvisamente il cuore battere all’impazzata!”. Tale condizione deve [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.salute-e.it/2023/09/19/intervista-al-dott-biagio-de-simone/">Intervista al Dott. Biagio De Simone</a> proviene da <a href="https://www.salute-e.it">Salute è</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Cosa significa tachicardia?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La Tachicardia è quella condizione medica in cui il battito cardiaco aumenta al di sopra del valore comunemente considerato normale. Questa condizione si manifesta soggettivamente con una sensazione di palpitazione che spesso viene descritta dal paziente con le seguenti parole: “dottore mi sono sentito improvvisamente il cuore battere all’impazzata!”. Tale condizione deve essere distinta dal Cardiopalmo, cioè la percezione che tutti a volte possono avere del proprio battito cardiaco ma senza l’aumento della frequenza cardiaca.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Il battito cardiaco in che range deve essere per considerarsi normale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Attualmente il range considerato normale è tra i 60 e i 100 battiti al minuto. Al di sopra parliamo di Tachicardia e al di sotto di Bradicardia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">In che patologie riscontriamo tachicardia?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Innanzitutto, dobbiamo distinguere una tachicardia fisiologica da una legata ad una patologia. Nel primo caso siamo di fronte ad un aumento della frequenza cardiaca dovuto ad uno stress sia fisico (es. una corsa o il salire le scale in una persona non allenata) che mentale (es. durante l’attesa di un esame, di un evento sportivo, della nascita di un figlio ecc.). Nel secondo caso, la tachicardia può essere un sintomo di una patologia organica o psicologica. Per quanto riguarda le prime, le patologie più frequenti sono quelle Cardiologiche, Ematologiche ed Endocrinologiche. In cardiologia di solito le tachicardie gravi sono con una frequenza cardiaca al di sopra dei 150 battiti al minuto e può essere ritmica (la distanza tra i battiti è regolare) o aritmica (la distanza è irregolare). Queste patologie sono secondarie ad una malattia sia della parte muscolare del cuore sia della parte circolatoria (coronarie). In ematologia la tachicardia è molto frequente nei pazienti gravemente anemici (con un numero di globuli rossi molto basso) ed è un fenomeno di compensazione da parte dell’organismo al fine di portare più ossigeno al corpo.<br>Infine, in endocrinologia in tutti i casi in cui è presente uno stato di ipertiroidismo l’eccesso di ormoni provoca un aumento patologico della frequenza cardiaca.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Quando una persona percepisce tachicardia, qual è il primo professionista al quale è preferibile rivolgersi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>A questa domanda, premesso che in genere le persone consultano in prima istanza il cardiologo o spontaneamente o inviati dal medico di base, la mia risposta potrebbe sembrare di parte ma penso che sia la scelta giusta. Il motivo è che le patologie cardiologiche, fra tutte quelle menzionate, sono potenzialmente più pericolose per la vita del paziente. Ovviamente, una volta escluse queste patologie, sarà lo stesso cardiologo o il medico di base ad inviare il paziente dagli altri specialisti.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Secondo lei, è possibile distinguere la tachicardia cardiologica dalla tachicardia dello stato d’ansia edell’attacco di panico?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Non esistono segni clinici che possono dare la certezza di una diagnosi differenziale tra le due patologie. Infatti, in alcuni casi, i sintomi con cui si manifesta un attacco di panico sono molto più eclatanti ed invalidanti per il paziente rispetto ad una tachicardia dovuta a patologie mediche. L’unico parametro che potrebbe aumentare il sospetto di una malattia cardiologia è la gravità della tachicardia, cioè una frequenza maggiore di 150-160 battiti al minuto e/o la presenza di un’irregolarità del battito (aritmia).<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dottore, un disturbo d’ansia grave e prolungato può portare problemi cardiaci?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>In tutti i casi in cui si ha un aumento patologico e prolungato della frequenza cardiaca si possono avere delle ripercussioni sul cuore. Per esempio, nei pazienti con insufficienza coronarica (ridotto apporto di sangue al cuore a causa di restringimenti patologici delle coronarie) la tachicardia, anche se ha cause psicologiche, porta un maggiore fabbisogno di sangue al cuore, che può causare un’ischemia acuta (es. infarto). Quando una tachicardia, non legata a patologie mediche, è prolungata nel tempo può esitare in una sindrome definita nevrosi cardiaca. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ci può raccontare un caso in cui il paziente è arrivato con tachicardia e, in seguito ad accertamenti e cure, si è concluso positivamente? </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come caso clinico mi fa piacere ricordare la storia di una giovane donna affetta da crisi di tachicardia e aritmia caratterizzata da extrasistoli isolate (battiti cardiaci anticipati). Questo caso mi è caro perché è emblematico di quanto sia importante, anche per lo specialista, una formazione di base internistica. La paziente in questione, che soffriva da alcuni mesi dei sintomi sopra citati, era stata già visitata da alcuni cardiologi che, dopo averla sottoposta ad approfondimenti diagnostici (registrazione cardiografica delle 24h, ecocardiogramma, ECG da sforzo), avevano escluso una patologia cardiaca. Quindi, la patologia della giovane donna era stata etichetta da causa “nervosa”. Nonostante ciò, la paziente viene da me per un’ulteriore consulenza cardiologica. Visionati gli accertamenti da lei fatti, e gli esami ematochimici esibiti, tutti nella norma compresi gli ormoni tiroidei, le ho prescritto un ulteriore approfondito diagnostico sulla tiroide. Quindi ho richiesto il dosaggio ematico di anticorpi specifici contro tale organo, che compaiono in caso di tiroidite. In seguito alla positività di queste indagini, ho curato i sintomi della paziente con un farmaco betabloccante, che protegge il cuore dall’effetto negativo.</p>
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